Operativa a Milano la biobanca, un «portale» di vita

A sentirlo così, il termine «biobanca», possono venirne in mente di tutti i colori. Per non parlare di cosa accade, se aggiungiamo: «conservazione di materiale biologico umano» e «raccolta di cellule».
Invece, no, non stiamo parlando di fantascienza, di cloni o creature futuriste di un altro pianeta. BioRep, l'organizzazione no profit di Milano è la prima biobanca italiana, autorizzata dal ministero della Salute, a svolgere attività di trasporto, stoccaggio e conservazione di tessuti e cellule, in supporto al piano d'emergenza alle Banche Pubbliche del settore.
Un serbatoio molto particolare, insomma, a fini terapeutici e di ricerca. «Noi costruivamo biobanche per enti di ricerca -, spiega Maurizio Colombo vicepresidente di Sapio (Società anonima produzione idrogeno e ossigeno) - e, come costruttori, a un certo punto abbiamo avuto un'idea. Qualcosa che in Italia mancava: una biobanca sul modello americano, fruibile per tutti, che facesse risparmiare agli ospedali la spesa di una propria raccolta di materiale biologico (3-4 milioni). Una struttura come BioRep consente un uso giornaliero e senza sprechi». Situazioni come lo scongelamento di un campione ( il caso del San Filippo Neri di Roma) e la distruzione degli embrioni, per esempio, troverebbero in una biobanca un vero salvavita. Le cellule, divise in quattro parti e sottoposte a procedure specialistiche di preservazione, non vanno mai perdute. Una sola, scongelata e persa, vale milioni di euro per la ricerca. La lezione viene dagli Stati Uniti: «Era il 2002 quando pensammo a questo progetto - prosegue Colombo -. A Philadelphia, arrivai al Corriell Institute (struttura d'eccellenza nel settore). Feci la mia proposta: “Se vi serve un deposito in Europa, potremmo stabilire una partnership, e voi ci fornireste il vostro know-how di bancari”».
Si parte dal congelamento; poi, per conto del cliente, la biobanca svolge una serie di operazioni. Ma biotecnologie e medicina personalizzata non hanno ancora, in Italia, la capillarità e la conoscenza adeguate.
La Michael J.Fox Foundation collabora con BioRep, la Chdi di New York (nota per la lotta alla malattia di Huntington) si affida a BioRep di Milano per il progetto «Corea di Huntington»: raccolta e trasporto di materiale biologico da 135 ospedali, in 16 Paesi europei. «Più riluttanti, invece, i ricercatori italiani», dice Maurizio Colombo.
Materiale biologico, Dna, sono concetti che forse ci piace immaginare in uno scrigno prezioso. Evocano, istintivamente, forse, anche un briciolo di paura.
Ma di che si tratta? Le biobanche custodiscono cellule e tessuti derivati da interventi diagnostici (anche lo screening), terapeutici (il sovrappiù di materiale rispetto alle richieste cliniche), materiale ad hoc, oggetto di donazioni, per progetti di ricerca; e ancora, cellule e tessuti donati per trapianti e rimasti inutilizzati.
Infine, materiale biologico di soggetti deceduti e sottoposti ad autopsia.