Operativo il decreto anti-crisi del governo

Arriva a tempi di record il decreto salva-depositi varato ieri sera dal
Consiglio dei ministri. Il provvedimento - 5 articoli - è stato
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. La garanzia statale a favore dei depositanti delle banche italiane è prevista "per un periodo di 36 mesi"

Roma - Arriva a tempi di record il decreto salva-depositi varato ieri sera dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento - 5 articoli - è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Nella premessa si ribadisce "la straordinaria necessità ed urgenza di garantire la stabilità del sistema creditizio e la continuità nell'erogazione del credito alle imprese e ai consumatori, nell'attuale situazione di crisi dei mercati finanziari internazionali". Il decreto legge contiene "misure urgenti per garantire la stabilità del sistema creditizio e la continuità nell'erogazione del credito alle imprese e ai consumatori, nell'attuale situazione di crisi dei mercati finanziari". La garanzia statale a favore dei depositanti delle banche italiane è prevista "per un periodo di 36 mesi" a partire da domani.

Il Tesoro avrà tempo 30 giorni, sentita la Banca d'Italia, per stabilire "criteri, condizioni e modalità di sottoscrizione degli aumenti di capitale e di concessione della garanzia statale". L'eventuale ingresso dello Stato nel capitale delle banche in crisi potrà avvenire "a condizione che l'aumento di capitale non sia stato ancora perfezionato alla data di entrata in vigore del presente decreto, e che vi sia un programma di stabilizzazione e rafforzamento della banca interessata della durata minima di 36 mesi".

Le risorse per fronteggiare il piano di salvataggio bancario saranno finanziate con il taglio dalla spesa pubblica, con l'utilizzo di contabilità speciali e con l'emissione di titoli di debito pubblico. Il ministero dell' Economia, si legge nell'art. 1, "é autorizzato a sottoscrivere o garantire aumenti di capitale deliberati da banche italiane che presentano una situazione di inadeguatezza patrimoniale accertata dalla Banca d'Italia". Il provvedimento specifica che le "le azioni detenute dal Ministero dell' economia e delle finanze, dalla data di sottoscrizione sino alla data di eventuale cessione, sono privilegiate nella distribuzione dei dividendi rispetto a tutte le altre categorie di azioni".