Operazione antidroga: c'è Bova con gli agenti

Tra i 300 agenti della mobile che stamattina a Quarto Oggiaro hanno stroncato il traffico di droga dei clan Sabatino-Carvelli c'era anche l'attore (truccato e cammuffato) che sta preparando una fiction

Milano - Arrestati da Raoul Bova. Potranno raccontarlo ai compagni di cella i 29 catturati questa mattina a Quarto Oggiaro, periferia Nord di Milano. Operazione "Ciak 2" l'hanno chiamata, non senza un filo di autoironia gli agenti della mobile. L'agente "sui generis" era confuso tra i 300 uomini della polizia per dare corso alle ordinanze di custodia cautelare legate al traffico di droga. L’attore, camuffato con parrucca e cappellino ben calato sul volto, ha seguito le attività confuso tra gliagenti. La presenza di Bova è legata alla lavorazione di una sorta di docu-fiction che, da diverso tempo, lo vede impegnato al fianco delle forze dell’ordine. L’inchiesta è il proseguimento dell’indagine che il 27 luglio dell’anno scorso portò all’arresto di Anna Luciani, 62 anni, detta "nonna cocaina", legata al clan Carvelli, e di un’altra decine di persone.

Gli arresti Dei fermati, 24 ordinanze sono state emesse dal gip del tribunale di Milano e cinque dal gip del tribunale dei minori. Tre ordinanze, invece, stanno per essere eseguite a Trieste. Le persone dovranno rispondere di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e spaccio di cocaina. Gli arresti sono legati alla conclusione di una attività investigativa iniziata nel luglio del 2007: attività, condotta dagli uomini del commissariato di Quarto Oggiaro, che ha già portato all’arresto, in passato, di 14 persone. Le indagini hanno consentito di individuare una struttura criminale ben organizzata alla cui testa si segnalano le famiglie crotonesi Sabatino-Carvelli. Stroncato un mercato - soprattutto di cocaina - a cielo aperto, grazie a un organizzato sistema di "cavallini" e vedette, spesso minorenni, capaci sia di smerciare ingenti quantitativi di droga, sia di controllare, in modo capillare, il territorio.

Il boss L’attività investigativa diretta dalla Direzione distrettuale antimafia, ha permesso il monitoraggio di numerose cessioni di droga - tale da giustificare arresti in flagranza di reato - e la ricostruzione del gruppo criminale, il cui vertice è rappresentato da Mario Carvelli. Un gruppo, viene osservato, organizzato in maniera puntuale e precisa con una ripartizione scientifica dei compiti sia per l’approvvigionamento di droga che per il costante rifornimento ai pusher oltre che per il controllo del territorio di competenza: questo al fine di prevenire possibili sconfinamenti di gruppi rivali e attività repressive delle forze dell’ordine.

I magistrati Le indagini sono state condotte dal pm della Dda Claudio Gittardi e le ordinanze di custodia cautelare sono state firmate dal gip Guido Salvini. Nel corso dell’inchiesta la polizia ha chiesto la collaborazione di alcuni abitanti del quartiere, installando anche telecamere dai balconi delle abitazioni in modo da riprendere gli episodi ripetuti di spaccio.