Operazione muri puliti: costerà 5 milioni di euro il piano anti-graffiti

A parole, il Comune ce la mette tutta per restituire alla città un aspetto degno di una capitale europea. A fronte del proliferare di graffiti e manifesti sui muri e, spesso, sui monumenti di Roma, il sindaco Walter Veltroni ha annunciato ieri in Campidoglio il lancio dell’operazione «mura pulite». Dal 16 luglio 38 squadre del nucleo decoro urbano pattuglieranno la città dalle 7 alle 20 in cerca di scritte da cancellare e locandine da rimuovere. Ciascuna squadra sarà composta da tre uomini e sarà munita di sabbiatrici e macchine idropulitrici. Attualmente, i nuclei in azione sono solo otto: quattro si concentrano nel centro storico, gli altri si dividono il resto della città. L’operazione avrà termine a dicembre e costerà tre milioni di euro. Se si aggiungono le spese per i presìdi del centro storico e per i materiali, si arriva a cinque milioni per cinque mesi e mezzo di interventi. Il piano prevede anche una pulitura straordinaria dei ponti e un monitoraggio speciale del centro storico.
«Nei primi sei mesi di quest’anno - è il bilancio di Veltroni - abbiamo rimosso 81.985 mq di scritte dai muri, 107.076 manifesti, 246.746 locandine, 75.022 adesivi, e abbiamo realizzato 7530 interventi di bonifica e sfalcio delle aree verdi. Inoltre, gli autori delle affissioni sono stati puniti con multe che arrivano anche a mille euro». Nonostante queste cifre, però, molte situazioni non sono ancora state risolte. Secondo il presidente del Centro studi sulla mobilità e i trasporti, Omar Cugini: «Un piano di intervento per il decoro urbano è necessario per restituire alla città un aspetto più pulito. Malgrado le segnalazioni inviate nei giorni scorsi agli uffici comunali, le scritte che campeggiano sul muro dell’acquedotto a Porta Maggiore sono ancora al loro posto, a deturpare un monumento storico della città». Il Cesmot ha anche definito un «palliativo» la proposta fatta dal Comune al ministero dell’Interno di vendere le bombolette di vernice solo ai maggiorenni e di raddoppiarne il prezzo per scoraggiare gli eventuali «graffitari».
«L’ideale sarebbe la creazione di spazi appositi per i writers. Quando questi ultimi sono stati allestiti, ad esempio a Monte Mario o al Nuovo Salario, hanno avuto successo e contribuito ad abbellire la città con opere d’arte urbana. Sarebbe paradossale - ha concluso Cugini - se il Comune, che qualche anno fa si è affrettato a cancellare i graffiti di Keith Haring, il famoso artista newyorkese, dalle vetrate di ponte Nenni, ora tollerasse la presenza di “scarabocchi“ sui muri della città».