Operazione «Pasqua sicura», sessanta persone in manette

Tra giovedì e venerdì, i carabinieri di Milano e provincia hanno eseguito 1.500 controlli, 57 arresti e 30 denunce

Paola Fucilieri

Molti, sempre di più, sono accusati di furti in abitazioni nonché di possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso; quasi tutti gli altri di spaccio o «inottemperanza alla legge Bossi-Fini»: dopo aver ricevuto il foglio di via - che li «invita» a lasciare lo Stato italiano il più presto possibile perché trovati dalle forze dell’ordine senza permesso di soggiorno - la maggior parte degli stranieri, infatti, anziché andarsene, si dà alla macchia. Una volta rintracciati per la seconda volta, però, la legge è severissima. Non solo finiscono immediatamente in cella, ma ad attenderli, dopo l’arresto, c’è solo il cosiddetto «rimpatrio coatto».
Sono ben trentasette, infatti, gli stranieri tra le 57 persone arrestate dai carabinieri a Milano e Monza, tra le città e l’hinterland, nell’ambito dell’operazione «Pasqua sicura», svoltasi tra giovedì e venerdì. Una due giorni di controlli ininterrotti, 24 ore su 24, durante i quali sono stati impegnati in totale 300 militari e 120 automezzi. «Una “due giorni” che non aveva lo scopo di reprimere uno specifico crimine o un altro» spiegano al comando provinciale di via della Moscova. Anche se è noto ormai che, negli ultimi tempi, si sono letteralmente moltiplicati - e soprattutto in Brianza - i furti in abitazione.
La lista degli interventi dell’Arma nella zona è lunghissima. Qualche esempio non basta nemmeno a rendere l’idea dell’ampiezza che il fenomeno sta assumendo. Appena due sere fa, a Desio - dove una banda aveva appena derubato di centinaia di pezzi una società che produce hardware - i ladri hanno fatto man bassa in due villette a schiera della stessa via. Lo stesso è accaduto appena una decina di giorni fa nella zona di Lentate sul Seveso.
Questi malviventi, perlopiù stranieri dell’Est Europa e soprattutto romeni, agiscono nottetempo. Muniti di trapani senza fili, con batterie autonome e silenziosissimi, perforano le porte d’ingresso, arrivando a forzare senza difficoltà le maniglie. E se qualcuno dimentica la chiave all’interno della serratura prima di andare a letto, anche le porte blindate diventano accessibili per questi astuti soggetti. Che possiedono un arnese speciale, sagomato, che, infilato nella toppa, sblocca il cilindro e consente di girarlo, aprendo la porta. Accade sempre più di frequente che la gente non se ne accorga nemmeno. E si svegli, come sempre, il mattino successivo, ma con la casa svaligiata.
«Una volta le persone non prendevano provvedimenti, non sapevano difendersi, non ci pensavano nemmeno. Adesso il problema è un altro - ammettono gli investigatori - e cioè che la maggior parte delle persone, pur possedendo sistemi d’allarme anche all’avanguardia, non ha l’abitudine di attivarli quando è in casa. Sono convinti che i ladri siano scoraggiati solo dalla loro presenza nella dimora. E invece è esattamente il contrario: questi balordi agiscono in piena notte, quando la maggior parte della gente è immersa nel sonno più profondo. L’allarme, quindi, va inserito sempre prima di andare a dormire».
Le persone controllate nell’ambito dell’operazione sono circa 1.500, di cui oltre trenta denunciate a piede libero.