Operazione treni puliti Arriva la task force armata di fazzoletto

Il piano di Trenitalia partirà entro due mesi: 300 ferrovieri saranno dotati di uno speciale strofinaccio anti germi. Se il test non è superato la vettura viene sostituita

Nino Materi

Meglio dell’Autan contro le zanzare. Meglio del Raid contro mosche e bacarozzi.
Il nuovo sistema studiato da Trenitalia per bloccare l’intrusione molesta degli insetti sui convogli promette di essere il «più efficace in assoluto».
Il Giornale è in grado di anticiparne i criteri di «scientificità» grazie ai quali le gli utenti delle Ferrovie italiane dovrebbero presto poter viaggiare senza il rischio di beccarsi punture e dermatiti.
Nel giro di meno di due mesi, infatti, partirà l’operazione fazzoletto-acchiappa sporco. Di che si tratta? «Il livello di pulizia delle poltroncine dei treni - ci spiegano i responsabili di Trenitalia - sarà verificato quotidianamente da un’apposita task force di 300 ferrovieri armati di uno speciale panno bianco che, strofinato sui sedili, indicherà un certo livello di grigio corrispondente a determinati parametri. Quando lo "strofinaccio" controlla-germi avrà un colore più scuro significherà che il livello di pulizia del treno non è adeguato agli standard di qualità, quando invece la tinta rimarrà chiara vorrà dire che la disinfestazione sarà stata perfetta». «Solo se il test periodico di pulizia sarà superato - aggiunge Trenitalia - il treno potrà partire regolarmente, altrimenti rimarrà fermo in deposito per una verifica ulteriore».
Insomma, Roberto Testore, che il mese prossimo festeggerà il suo primo anno da amministratore delegato di Trenitalia, vuol fare le cose perbene. La settima scorsa non si è fatto scrupolo di «rottamare» 508 carrozze non più in grado di viaggiare senza il timore di perdere pezzi lungo i binari, e ora passa al contrattacco promettendo un investimento di 7 miliardi di euro che, entro i prossimi 4 anni, dovrebbero offrire ai viaggiatori treni più moderni.
Guerra ai ritardi e treni maggiormente confortevoli sono alcune delle priorità di Testori secondo il quale questi due aspetti sono correlati tra loro: «Un treno che arriva puntuale è solitamente anche un treno pulito: vuol dire infatti che ha ricevuto la giusta manutenzione nei tempi esatti, ed è stato programmato in modo da permettere le necessarie pulizie».
A tale proposito, va detto che Testore si è pure impegnato a cambiare completamente i criteri a cui dovranno adeguarsi i vincitori della nuova gara d’appalto per le pulizie dei treni. Una novità importante: «Da oggi in poi - ha dichiarato alla stampa l’amministratore delegato di Trenitalia - sarà il cliente a giudicare i nuovi fornitori di pulizia attraverso il cosiddetto meccanismo di customer satisfaction. Se ad esempio per il determinato treno noi chiediamo il 95% di soddisfazione del cliente e la ditta ne fornisce solo l’80%, la ditta verrà multata; ovviamente sono previsti anche dei premi per chi svolgerà il proprio lavoro meglio degli altri».
«La verità - precisa Testori - è che in passato c’era un sistema quasi feudale, con quattro consorzi che si erano suddivisi il territorio nazionale in assenza di concorrenza. Nel 2001 le cose sono cambiate, con una gara per la sola pulizia del materiale rotabile, dividendo la Penisola in 49 lotti. È stata una forte riforma, ma non basta».
E la dimostrazione che «non basta» è venuta purtroppo dalla cronaca dei giorni scorsi in cui si sono moltiplicati i casi di treni «assaltati» da cimici, zecche e pulci; episodi tanto numerosi che qualcuno ha ipotizzato perfino la pista del «sabotaggio», con nelle vesti di «sabotatori» i rappresentanti di quelle ditte di pulizie che, con l’assegnazione dei nuovi appalti, potrebbero essere ora essere soppiantate da ditte più efficienti. Illazioni certo, sta di fatto che fino al mese scorso nessuno aveva mai sentito parlare della famigerata «cimice dei treni». Finché il 1° settembre, sull’Intercity Reggio Calabria-Torino uno scompartimento viene invaso dalle cimici ma non c’è nessuno da intercettare, ma tutti cominciano a grattarsi. E la Procura di Torino apre un’inchiesta.
Inconvenienti che si ripetono anche il 5 settembre (dopo essere salita sull’Intercity 580, partito da Terni e diretto a Milano, una signora si accorge di essere stata punta da una zecca); il 16 settembre (durante un controllo i Nas scoprono zecche e insetti vari su uno scompartimento dell’Espresso 810 Treno dell’Etna); il 19 settembre (due viaggiatori sono costretti a rivolgersi ai medici di Lamezia Terme dopo essere stati punti da pulci sul convoglio 35014 per Milano. Nello stesso giorno su un treno Milano-Roma due carrozze sono sgomberate dopo che una donna scopre cinque zecche nella cuccetta).
Infine, l’ultimo caso: il 7 ottobre bloccato a Genova - causa invasione di insetti - l’Eurocity Nizza-Napoli.
Ma sarà davvero «l’ultimo caso»?