«Operazione verità» di Fi: un week end tra la gente

Emanuela Ronzitti

Forza Italia terzo atto. Dopo il successo della seconda puntata sui «Mali di Roma» organizzata dal coordinamento romano di Forza Italia, ora si replica. Da oggi e per tutta la giornata di domani gli azzurri accendono i motori e scendono in piazza, tra la gente, pronti a mostrare i mali dell’Urbe. «Operazione verità», questo è il nome della manifestazione a livello nazionale messa in campo nel Lazio dal coordinatore della campagna elettorale di Fi Giorgio Simeoni, intenzionato a far riaffiorare quel fiume carsico che da oltre dieci anni - prima con la giunta Rutelli e poi con Veltroni - nasconde i reali problemi di Roma.
La prossima tornata elettorale al Comune sarà tra le più dure per Fi, come pensa Simeoni di superare lo scoglio di un sindaco apparentemente imbattibile?
«Con la compattezza dei valori e dei programmi. Siamo tutti consapevoli che c’è una sfida importante davanti a noi e che bisogna stringersi attorno al nostro unico candidato, Antoniozzi. La compattezza farà la differenza con la sinistra. Noi non mettiamo assieme anime sciolte al solo fine di governare come fa Veltroni. Una prova tangibile è l’ennesimo abuso di Nunzio D’Erme contro Alemanno. La loro è solo una soluzione chimica che prima o poi rischia di esplodere. Il sindaco non può far convivere il diavolo con l’acqua santa».
Quali le iniziative per rilanciare la politica sul territorio?
«Da oggi, intanto, parte “Operazione Verità”, una manifestazione che si svolge con l’allestimento di gazebo, a sostegno del premier Berlusconi. A Roma e nel Lazio nasce con lo scopo di far emergere il sommerso della politica di Veltroni. La prossima settimana, invece, municipio per municipio parte anche la campagna dei “diciannove municipi”, sempre con dei gazebo, per costruire il futuro percorso di Roma».
E finora cosa avete realizzato invece come partito?
«A livello nazionale è solo grazie al governo Berlusconi che oggi ci sono un milione e mezzo di posti di lavoro in più e che l’area “no tax” del Paese, cioè coloro che hanno diritto a non essere tassati, è salita a 12 milioni e 500mila. Sul versante locale, anche da noi le grandi opere con il completamento della terza corsia del Gra e la nuova metro C».
Tutte iniziative finanziate dal Governo e dalla giunta Storace...
«Infatti, fummo noi sotto la guida di Storace a pianificare e a dar il via ai lavori. È opera nostra e certo né di Vetroni, né tanto meno di Marrazzo».
È ora di tirare le somme: qual è stato il valore aggiunto della sinistra allo sviluppo cittadino?
«Roma ha bisogno di un riscatto d’orgoglio. Le uniche cose finora fatte erano già state stanziate da Storace. I romani si ricordano solo dei grandi eventi veltroniani, ma forse non si rendono conto che del miglioramento della qualità della vita non vi è traccia».
La macchina da guerra elettorale di Veltroni pare ancora ferma. Come mai?
«È vero, Veltroni sta facendo un inizio di campagna soft, è come se fosse in attesa di una chiamata alle armi, dall’alto, magari dal partito. Come cinque anni fa si tiene Roma come ripiego, ma le sue ambizioni volano più lontano. Noi, invece, abbiamo un candidato che ha fatto la sua scelta: diventare sindaco di Roma».