«Operazione verità sui 5 anni di Veltroni»

«Alemanno correrà da solo? Diciamo sì al candidato unico, ma senza autocandidature Serve un tavolo comune e leale»

Andrea Cuomo

«Respiro un clima molto diverso da quello delle elezioni regionali dell’anno scorso. Davvero qualcosa è cambiato, sento molto entusiasmo nei quartieri in cui giriamo ogni giorno, la gente si accosta, vuole conoscere l’azione del governo e lamentarsi di Veltroni». Beatrice Lorenzin, coordinatrice regionale di Forza Italia, sa bene che la sfida a Veltroni parte il 9 e il 10 aprile. E che quello che uscirà dalle urne tra una decina di giorni influirà anche sulla battaglia per il Campidoglio. Anche all’interno dalla Casa delle libertà.
Lorenzin, Alemanno è convinto che dopo il 10 aprile resterà un solo candidato: lui.
«Noi siamo sempre stati favorevoli all’idea di un candidato unico. Siamo convinti che sia il modo migliore di battere Veltroni. Certo è che se ne deve parlare tutti insieme e con lealtà, senza autocandidature. A oggi non è stato fatto ancora un tavolo, quindi il nostro autorevole candidato resta Antoniozzi».
Lorenzin, che aria tira a Roma?
«I romani stanno capendo quello che ha fatto il governo e vogliono sapere. I gazebo con cui stiamo girando i quartieri di Roma sono sempre affollati di gente che chiede e si lamenta della giunta. Certo, Roma è una grande metropoli, e noi dobbiamo spingere ancora tra gli indecisi».
Non sarà che avete recuperato convinzione troppo tardi?
«C’è stata una svolta e l’ha data Silvio Berlusconi quando è andato in tv a parlare delle cose fatte. Poi, certo, l’Unione ha fatto degli errori micidiali, sulle tasse, sulla Tav, nel Lazio, sulle politiche energetiche. E così...».
Se si vince in Italia si vince anche a Roma?
«Il nostro è un voto di opinione che si riversa sulle amministrative e anche Roma beneficerà del trend di crescita della Cdl e di Forza Italia in particolare. Girando per Roma ho percepito una grande arrabbiatura per tutti i grandi problemi di questa città che in questi cinque anni non sono stati risolti ma sono peggiorati: traffico, sporcizia, trasporti. Non riesco proprio a comprendere da dove escano questi sondaggi che danno un consenso plebiscitario per Veltroni. Penso che Roma debba pensare a una rivisitazione di alcune politiche messe in atto in quesi anni. Cambiare la città si può e si deve, non si può aspettare sempre che le cose si risolvano da sé».
Nella capitale è una campagna tesa, violenta...
«Sì, c’è un clima preoccupante causato anche da alcune dichiarazioni sopra le righe di alcuni esponenti del centrosinistra. Il fatto è che la sinistra continua a considerarci nemici. Da qui le aggressioni verbali ma non solo che abbiamo subito e il clima di intimidazione, che i leader dell’Unione non hanno voluto smorzare. A partire da Veltroni».
Ecco Veltroni. È tutto oro quel che luccica?
«No, Veltroni si vende anche quello che non ha. L’altro giorno ho letto una lettera su un quotidiano in cui una lettrice lo ringraziava per i poliziotti di quartiere. Ma se questa nuova figura sta funzionando come sentinella del territorio non è mica merito del sindaco, bensì del governo! I cittadini confondono le azioni del governo con quello del Comune. E a noi spetterà il compito di fare un’operazione verità su questa città».