Opere e parcheggi: «Ascolterò i cittadini prima di dare il via»

Sabato la Moratti incontrerà i comitati dei residenti: «Sui grandi progetti voglio il consenso delle zone. Una task-force vigilerà sui lavori»

Sabrina Cottone

Mai più polemiche come quella della Darsena. E anche se Letizia Moratti non parla mai del parcheggio della discordia, la volontà di evitare nuovi incidenti di percorso è chiara nel programma che enuncia davanti ai costruttori di Assimprendil: «Prima di dare il via a nuovi parcheggi e contratti di quartiere, faremo una presentazione pubblica e raccoglieremo tutte le obiezioni dei cittadini». Insomma, specie di mega-assemblee di condominio dove il condominio sono tutti gli abitanti della zona interessata al nuovo progetto. Inoltre, la Moratti propone squadre alle dipendenze di Palazzo Marino che si dedichino a verificare l’andamento dei singoli lavori e l’impatto sulla città: «Istituirò una task force per il monitoraggio continuo sul percorso dei cantieri. I controlli saranno facilitati dalla disponibilità assicurata da chi opera nel settore». In questo senso, infatti, una collaborazione è stata già garantita dal presidente di Assimpredil, Claudio De Albertis, attraverso «Civiltà di cantiere», una specie di bollino blu dei lavori edili.
«Penso di procedere in questo modo anche per il piano parcheggi di cui ho chiesto la sospensione» spiega la candidata sindaco della Casa delle libertà. E, come primo atto concreto di dialogo, sabato prossimo si prepara a incontrare i comitati dei residenti per discutere dei parcheggi in costruzione. Il metodo, assicura la Moratti, potrà essere applicato anche ai progetti già esecutivi come la Fiera e l’area di Garibaldi-Repubblica: «Anche nei progetti approvati sarà possibile lavorare con chi realizza le opere per limitare i disagi ai cittadini». Naturalmente varrà solo per lavori di un certo impatto: «Non applicheremo il metodo ai piccoli interventi di manutenzione».
I progetti edilizi della Moratti sono consistenti: quarantacinquemila nuovi alloggi di edilizia convenzionata per affrontare il problema casa, considerata una delle priorità nel programma della candidata. Di fronte a una tale mole di costruzioni, il consenso dei milanesi è quanto mai necessario: «Ho intenzione di intensificare i rapporti con i cittadini anche attraverso i consigli di zona, che sono i terminali dell’amministrazione nelle diverse aree della città».
Il ministro replica all’avversario, Bruno Ferrante, che l’accusa di «vendere sogni» e assicura: «Il mio progetto è supportato da studi finanziari e analisi di sostenibilità ben precisi». La Moratti va all’attacco anche sul tema delle grandi opere. «Milano ha bisogno di infrastrutture per continuare a crescere: Bre.Be.Mi., Pedemontana, Tem, la Tangenziale Esterna Milanese. Il candidato dell’Unione, nel suo programma, tace su Tav, Alta velocità, Corridoio 5 e sull’asse Lisbona-Kiev perché prigioniero dei no global della sua lista e di quelle apparentate».