Le opere del MiArt presto esposte in luoghi pubblici

L’arte contemporanea ha i suoi amici. Sono gli «Amici del MiArt», fondazione costituita in occasione della chiusura della Fiera internazionale dell’arte moderna e contemporanea (giunta alla tredicesima edizione), con lo scopo di acquistare alcune opere presentate alla mostra ed esporle in luoghi della città aperti al pubblico. Fra i soci fondatori ci sono Luigi Roth (presidente della fondazione Fiera Milano), Claudio Artusi (amministratore delegato Fiera Milano spa), Paolo Galassi (presidente di Fiera Milano inernational), Sandro Bicocchi (amministratore delegato Fiera Milano international) e Carlo Sangalli (presidente della Camera di commercio).
Anche la Regione ha intenzione di aderire alla Fondazione in qualità di socio. Ad annunciarlo, il governatore Roberto Formigoni e l’assessore alla Cultura del Pirellone Massimo Zanello. Il fondo già costituito ha un valore di un milione di euro. Ma è destinato a crescere grazie all’attività di found raising avviata immediatamente in occasione di MiArt 2009 e grazie, anche, alla quota annuale che i soci si sono impegnati a versare.
L’obiettivo degli «Amici del MiArt» è mettere l’arte contemporanea a diposizione dei cittadini. Sarà inoltre nominato un comitato scientifico - composto da personalità di primo piano del mondo dell’arte - con il compito di selezionare le opere da acquistare, che saranno di esclusiva proprietà dell’associazione. I soci avranno il vincolo di esporle a Milano in luoghi accessibili al pubblico. Inoltre, dovrà essere garantita l’utilizzazione delle opere per mostre e rassegne artistiche promosse dalla stessa associazione. «Noi intendiamo aiutare concretamente i giovani talenti - ha detto Formigoni nel corso della presentazione - e con l’associazione nasce uno strumento concreto per farlo». «Fiera Milano international, facendosi promotore di questa iniziativa, desidera contribuire alla valorizzazione dell’arte moderna e contemporanea nella città e affiancare ambiziosi progetti di costituzione di nuovi musei di arte contemporanea», ha concluso Bicocchi.