Ophelia, la cameriera-prostituta che ha tenuto il mondo in scacco

Immigrata dalla Guinea e con amicizie compromettenti ha sollevato un putiferio globale. Costruito sulle bugie...

Il mondo ribaltato da Ophelia. Opera surreale, in più atti e colpi di scena, ideata, interpretata e diretta da una cameriera dell’Hotel Sofitel di New York. Il mondo ridisegnato, forse non proprio intenzionalmente, ma certamente con grande disinvoltura, da un’ancella delle pulizie così scrupolosa nello svolgimento delle sue mansioni, da spazzare via anche l’ultimo più importante cliente capitatole, diciamo così, per le mani: Dominique Strauss Kahn. Da farlo precipitare da una delle poltrone più importanti dell’emisfero, quella di presidente del Fondo monetario internazionale, da tagliargli la strada che, con tutta probabilità, l’avrebbe condotto all’Eliseo. Da fare coriandoli della sua reputazione. Un’impresa nella quale forse non sarebbe riuscito Niccolò Machiavelli (anzi non ci sarebbe certamente riuscito, conoscendo la proverbiale predisposizione per le donne di Strauss Kahn) e che è invece è stata questione di minuti per questa giovane donna, immigrata dalla Guinea, che di cognome fa Nafissatou, ma che i media, per tutelarne la privacy, hanno deciso appunto di ribattezzare Ophelia. Opera surreale in più atti e colpi di scena, si diceva all'inizio, perché, dopo l'accusa di stupro (subìto, a suo dire, nella suite 2806, il 14 Maggio) che Ophelia aveva mosso a DSK, dopo il rocambolesco arresto del presunto stupratore all'aeroporto mentre stava lasciando gli States. Dopo il processo, la condanna, la vertiginosa cauzione versata e, storia più recente, la scarcerazione del Grande Maniaco, come qualcuno si era premurato di definirlo pubblicamente, adesso veniamo a sapere che lei la, camerierina senza paura e senza macchia (o meglio con una macchia di Dna, da far pesare e valere, almeno quanto quella che Monica Lewinsky decise, a suo tempo, di custodire nel congelatore) sarebbe in realtà una prostituta. E anche piuttosto esperta. Che assieme agli asciugamani puliti, che portava col sorriso smagliante ai clienti più interessanti, non disdegnava di offrire servizi extra, per i quali riceveva generose e puntuali mance. La clamorosa rivelazione, che ribalta la vicenda con la stessa rapidità con cui Ophelia ha ridisegnato la mappa del mondo, arriva dai giornalisti del tabloid New York Post , che hanno raccolto tutti i dettagli dai difensori di Strauss Khan. Secondo i quali miss Nafissatou, 32 anni, e un figlio a carico, sarebbe stata assunta nel grande albergo di Manhattan proprio per questa sua dote e, addirittura, da qualcuno, all'interno del popolare hotel, sarebbe stata sempre protetta, controllata e manovrata come si fa con una preziosa fonte di guadagno. Una delle dichiarazioni dei legali di DSK al tabloid è, al riguardo, sufficientemente illuminante: "Quando sei un'immigrata che arriva dalla Guinea a New York non è certo un albergo lussuoso di Times Square il primo posto in cui ti prendono a lavorare". D'altra parte la bella vita di Ophelia sarebbe testimoniata anche dai salatissimi conti pagati per parrucchiere e vestiti . Se le cose stanno così ( DSK ricomparirà in tribunale il 18 Luglio) è ovvio che reggono tutte le argomentazioni della difesa secondo cui fu sesso consensuale, mentre Ophelia rischia fino a cinque anni di carcere per avere mentito sotto giuramento e persino di venire rispedita in Guinea. Ma i colpi di scena in quest'opera surreale, cui ha assistito un pubblico mondiale, non finiscono qui perché sempre il Post ha scritto che la donna, oltre alle tante bugie sul suo passato, sarebbe stata coinvolta in una truffa ai danni di immigrati provenienti dalla Guinea. Un classico sistema a «piramide», che avrebbe inghiottito diverse migliaia di dollari, sostengono gli investigatori assunti dai legali di DSK. E, per la serie, chissenefrega degli scrupoli, su un conto bancario intestato alla donna, sarebbero stati eseguiti ultimamente, da più persone, versamenti da conti depositati in Georgia, Arizona, New York e Pennsylvania, per un ammontare complessivo di centomila dollari. Tra coloro che hanno versato del denaro, un uomo incarcerato per traffico di droga con il quale la donna ha avuto una conversazione telefonica il giorno dopo l'episodio al Sofitel. Nella telefonata, che è stata registrata, lei dice all'amico: «Stai tranquillo, è un uomo ricco e potente, questa storia ci potrà venire utile». Quando si dice che un incontro ti cambia la vita.