«Opportunità di intervento quasi nulle»

Che fosse un piano capace di scontentare tutti non è certo una novità. La legge varata nei giorni scorsi dal consiglio regionale della Liguria di recepimento al piano casa del Governo, però, sarà praticamente nulla. A sostenerlo è l’Ance Liguria, associazione dei costruttori edili, che ha tracciato una mappatura delle aree dove, in base ai canoni previsti della Regione, sarà possibile intervenire con aumenti volumetrici con le disposizioni previste dalla legge. Ad oggi potrà usufruire della legge solo il 22 per cento del territorio ligure (quello tracciato in bianco nella cartina riportata a lato) ma, spiegano dai costruttori, questa percentuale è pronta a subire ulteriori riduzioni perché dalla tracciatura non sono stati esclusi alcuni centri storici che potrebbero essere vincolati e potranno usufruire del beneficio dell’ampliamento solo edifici con volumetria inferiore ai 1.000 metri cubi: «tali immobili - spiegano dall’Ance - difficilmente insistono nelle residue aree urbane, esentate dai vincoli di inapplicabilità della legge».
Inoltre i Comuni potranno escludere aree del proprio territorio nell’ambito dell’applicazione della legge. Ugualmente penalizzata la possibilità di effettivo recupero ambientale e paesaggistico attraverso la demolizione e ricostruzione: la legge non consente varianti al Piano territoriale di coordinamento paesistico e, data l’estensione delle zone vincolate dallo stesso strumento, gli edifici incongrui che dequalificano il contesto rimarranno dove sono.