Ora il 96% degli italianivede un futuro nero:"Questa crisi non finirà"

Secondo una ricerca della Confesercenti, il 96% degli italiani non pensa che la crisi stia finendo. Molti temono che possa peggiorare

Un Paese "spaventato" e che "vede nero" sulla crisi economica. E' questa la fotografia scattata dall'Osservatorio Confesercenti Ispo sull'Italia appena ereditata dal governo tecnico guidato da Mario Monti. Secono i dati dell'ottava indagine sulla crisi dell'Osservatorio il 96% degli italiani non pensa che la crisi stia finendo. I più preoccupati? Sono i giovani.

Secondo il sondaggio l'Italia è un Paese che sta perdendo la speranza. Per l'anno prossimo soltanto un italiano su cinque intravede una ripresa dell'economia, mentre uno su tre teme che la situazione possa addirittura peggiorare. E il 49 per cento degli italiani pensa che l'economia del proprio nucleo familiare peggiorerà nel corso del 2012. Proprio per questo, a detta della Confesercenti, il messaggio al nuovo esecutivo è "fare presto". "Servono risposte urgenti per tornare a crescere, rilanciando le imprese per creare lavoro e per far ripartire i consumi". L’Italia, si legge nel rapporto, "vive con grande preoccupazione le difficoltà economiche attuali e guarda con pessimismo al futuro. Da giugno a oggi, balza dal 57% al 71% la quota di italiani assolutamente convinta che il peggio non sia passato".

Il 96 per certo degli inetervistati non pensa che la crisi stia finendo. Tra questi, da segnalare l’aumento degli spaventati: la percentuale di persone che non sono assolutamente d’accordo con l’idea che il peggio sia alle nostre spalle sale dal 57 per cento di giugno al 71 per cento di oggi. A temere di più il protrarsi della crisi sono, appunto, i giovani: soprattutto quelli di età compresa tra i 18 e i 24 anni (88%) e chi nella propria famiglia ha vissuto la perdita del lavoro o situazioni di cassa integrazione (84%). E' forte anche l'allarme sul mercato del lavoro: il 40 per cento degli italiani teme, infatti, di perdere il posto. Anche in questo caso i più pessimissti sono studenti e giovani. Secondo l’indagine sale dal 27% al 42% la percentuale di persone preoccupata per il futuro del suo stesso posto di lavoro. Più nel dettaglio i preoccupati sono il 93%: si dicono "molto" in apprensione il 42%, abbastanza il 35% e "un poco" il 16%. Anche in questo caso si assiste a una rapida ascesa dei molto preoccupati, che erano il 27% a giugno contro il 42% di oggi.