Ora Alitalia non dimentichi Malpensa

Festeggia anche la Borsa per l’accordo su Alitalia che offre tutte le premesse per il salvataggio della compagnia di bandiera. Salgono i titoli legati all’operazione Cai e la soddisfazione contagia operatori economici e risparmiatori. Ma manca ancora qualcosa perché la gioia sia completa e tocchi da vicino tutti, non solo chi è direttamente coinvolto nelle vicende della compagnia e di Piazza Affari. Manca la certezza che Malpensa e Linate possano partecipare a questa vittoria e non rischino di rimanere ancora una volta penalizzate.
Il sentimento è comune a imprese e semplici cittadini che prendono l’aereo per affari o per andare in vacanza, per le necessità della vita di ogni giorno. La città si aspetta che la nuova Alitalia non ripeta gli errori della vecchia e non ignori gli interessi degli aeroporti della Lombardia e alla fine anche i propri, come ha dimostrato il precipizio in cui è definitivamente sprofondata Alitalia dopo aver abbandonato Malpensa. Tagliare i voli all’aeroporto che ha un bacino d’utenza tra i più ricchi d’Europa e possibilità di crescita sconosciute a concorrenti come Londra o Francoforte o Parigi, hub congestionati e ormai vicini alla saturazione, si è dimostrata una mossa suicida. Continuare a indebolirlo per accontentare partner stranieri sarebbe una follia, ancor più ora che è chiaro che l’aeroporto lombardo può risorgere con le proprie forze, a patto di poter contare su trasparenti regole di mercato. Non a caso la principale richiesta che arriva dal sindaco Moratti, dalla Sea e dagli imprenditori è la liberalizzazione dei cieli.
Linate e Malpensa hanno bisogno non tanto (o non soltanto) dei voli dell’Alitalia, ma della garanzia che non prevarranno logiche politiche che privilegino altri scali. Nessuno si attende favori, tutti chiedono di evitare altri danni.