Ora anche il fondo d’investimento diventa «Arancio»

Enrico Boschivi

«Low cost», distribuzione di cedole e dividendi e semplicità: questa la strategia di Ing Direct per i fondi d’investimento. Con il lancio del secondo fondo lo scorso luglio, Ing Direct inaugura ufficialmente una terza linea di prodotti: gli Investimenti Arancio. I prodotti offerti sono due: Dividendo Arancio, fondo azionario internazionale «high dividend» ed Euro Arancio, fondo obbligazionario area euro.
Chiediamo a Christian Miccoli, general manager Ing Direct Italia: quattro anni con un solo prodotto di risparmio, il Conto Arancio, e poi la scelta di lanciare i fondi. Perché?
«Per offrire maggiori opportunità di diversificazione negli investimenti. Era una richiesta che da qualche tempo ci arrivava dai nostri stessi clienti, che ci chiedevano prodotti con la stessa trasparenza, semplicità e convenienza di Conto Arancio, ma che offrissero qualche opportunità di guadagno in più».
Quali sono le differenze tra Conto Arancio e gli Investimenti Arancio?
«Il Conto Arancio è un prodotto di risparmio: il capitale investito è garantito, il rendimento certo e il denaro è disponibile in ogni momento. I Fondi Arancio sono invece investimenti e quindi hanno un orizzonte temporale più lungo e i tipici rischi legati ai titoli in portafoglio: medio-bassi nel caso dell’obbligazionario, medio-alti nel caso dell’azionario».
A chi consiglia il Conto Arancio e a chi gli Investimenti ?
«Conto Arancio è un prodotto che chiunque dovrebbe prendere in considerazione. È un ottimo strumento per la remunerazione della liquidità del conto corrente: offre un tasso di interesse competitivo in assenza di spese e di rischi. Considerato che una quota di liquidità è necessaria per far fronte alle spese più immediate, tanto vale scegliere uno strumento in grado di remunerare la liquidità al meglio. Gli Investimenti invece richiedono una propensione anche minima al rischio, a fronte naturalmente di maggiori opportunità di guadagno: è molto importante che il cliente sia consapevole di cosa sta acquistando. Noi per primi cerchiamo di essere semplici e trasparenti e non vendiamo il prodotto prima che il cliente abbia compilato un apposito questionario in cui verifichiamo la sua propensione al rischio».
Uno dei motivi per cui gli italiani vi scelgono è la semplicità. Come fate a mantenere questa promessa anche con prodotti complicati come i fondi?
«Eliminando tutti i costi accessori e dichiarando chiaramente il costo complessivo del fondo: il Ter. Molto spesso le sorprese più grandi i clienti le hanno proprio sul fronte delle spese che nel caso dei fondi vanno a erodere in maniera significativa i rendimenti ottenuti. Come abbiamo fatto per il Conto e per i Mutui, anche nel caso degli Investimenti abbiamo ridotto i costi al minimo, creando a tutti gli effetti i primi fondi “low cost”. La semplicità viene inoltre garantita semplificando tutti gli strumenti di comunicazione utilizzati per i prodotti. Persino i contratti vengono rivisti da un esperto di comunicazione, per evitare il più possibile il gergo tecnico e il “legalese”, spesso fonte di mala informazione per il cliente».
I vostri fondi hanno una doppia opportunità di guadagno. In cosa consiste?
«Valorizzazione delle quote in base all’andamento sul mercato dei titoli in portafoglio, e distribuzione una volta all’anno, nel mese di giugno, delle cedole maturate».
Recentemente Ing Direct si è riorganizzata per linee di prodotto: che cosa significa?
«La riorganizzazione di Ing Direct è una naturale conseguenza della rapida crescita dell’azienda. Passando da una struttura funzionale a una struttura per linee di business, ci focalizziamo ancora di più sui prodotti e sui mercati di riferimento, garantendo massima attenzione alle esigenze del cliente».
Lancerete altri fondi?
«Sono allo studio altre soluzioni. Qualche novità ci sarà a breve».