Ora arriva il «Chiki chiki» di Rodolfo Il nuovo tormentone parla spagnolo

Il brano è stato lanciato all’Eurovision. Lo canta un attore simile a Sacha Baron Cohen

da Milano

Dai che il momento è quello giusto. Inizia l’estate e c’è voglia di tormentoni, di canzoni cantabili, e magari ballabili, che siano alla portata di tutti, grandi e piccini. Dopo un paio d’anni di latitanza, stavolta sembra che il candidato giusto sia Baila el Chiki Chiki, un brano scioglilingua che in Spagna ha già fatto ammattire tutti e che qualche settimana fa, quando è stato presentato all’Eurovision di Belgrado, in quattro e quattr’otto è entrato tra i dieci finalisti e alla fine è stato premiato da Raffaella Carrà che presentava un evento seguito in tutta Europa ma inspiegabilmente (ma mica tanto) snobbato dai discografici e dai televisivi italiani. Dunque, quando a Belgrado hanno ascoltato Baila el Chiki Chiki, tutti hanno capito che la canzone scottava, nel senso che era fatta apposta per l’estate. Ma quando hanno visto chi la cantava, sono spariti anche gli ultimi dubbi. Il Chiki Chiki che dà il titolo al brano, e al ballo omonimo, è Rodolfo Chikilicuatre, un nome d’arte impossibile da pronunciare che appartiene a un caratterista spagnolo. A guardarlo, lui che in realtà si chiama David Fernandez Ortiz, assomiglia allo squinternato Sacha Baron Cohen ma è solo la prima impressione, legata anche al look: capelli cotonati stile cantante soul americano degli anni ’70 e occhialoni spessi così. In realtà Rodolfo Chikieccetera ha quell’umorismo più pecoreccio e agguantabile da tutti che invece manca allo snobbissimo Sacha. E perciò la sua canzoncina demenziale, basata su di un ritmo reggaeton e capace di citare gente comune ma anche Zapatero, Juan Carlos e Chavez, ha tutti i carati per diventare il ritornello numero uno dell’estate anche qui da noi, dove invece è ancora pressoché sconosciuto, forse perché non ha l’appoggio di qualche colosso della distribuzione e della discografia. Ma, c’è da giurarci, è solo questione di tempo e peccato che quest’estate non ci sarà il Festivalbar: canzoni così sono fatte apposta per portare la gente in vacanza.