Ora Balotelli è l’eroe dei tre mondi Rossoneri e juventini tifano per lui

E se per caso dovesse segnare contro il Milan nel prossimo derby, cosa farà Balotelli? Esulterà o non esulterà contro la sua squadra del cuore? Bacerà la maglia nerazzurra o chiederà scusa agli avversari? Vedremo. Ci ha abituato a tutto, all’incredibile diventato abitudine, all’inverosimile sottratto alla normalità.
Di certo la sua boutade davanti ai ragazzi del Don Gnocchi ha avuto un inaspettato risvolto: ora SuperMario piace anche ai tifosi rossoneri. Leggere per credere. «Ti ho sempre stimato come uomo e come giocatore, ma dopo questa dichiarazione sei diventato un idolo!», commenta Londoner dalle pagine del nostro sito internet (www.ilgiornale.it); «Ora mi è più simpatico... se venisse al Milan sono certo che metterebbe la testa a posto» gli fa eco Nini, prima di lasciare spazio al messaggio di Alessandro: «Balotelli potrebbe essere colui che ripercorre tappe felici percorse con Seedorf e Pirlo». Un’improvvisa e trasversale Balotellimania - scaturita da una delle più infantili ammissioni, «tifo il Milan da quando ero bambino», cioè da quando Balotelli ancora non sapeva che sarebbe diventato Supermario - che ha contagiato anche i tifosi bianconeri, come sottolinea Redgion: «Sono juventino, ma per il bene della nazionale italiana spero che finisca al Milan dove sapranno certamente dargli una regolata. Così avremo un fuoriclasse a 360 gradi per i futuri successi dell'Italia».
Chissà come reagiranno invece i tifosi nerazzurri davanti alla storia di questo moderno Mo Johnston, il primo calciatore cattolico a scendere in campo con la maglia dei protestantissimi Rangers. Allora in Scozia le tensioni crebbero in maniera esponenziale con minacce di morte allo scozzese, stavolta tutto si ridurrà - si spera - a qualche sfottò e a qualche ironico striscione allo stadio. D’altronde Balotelli non è il primo, e non sarà l’unico a fare il tifo per una squadra diversa da quella in cui gioca. Un «errore» che si commette da bambini e ci si porta dietro tutta la vita. Materazzi e Nesta fanno il tifo per la Lazio, Cassano, Inzaghi e Pirlo per l’Inter, il cuore di Fabio Cannavaro batte per «o’ ciuccio» napoletano mentre Mancini, che contro la Juve ha sparato a più riprese, è nato tifoso bianconero. Che dire poi di Carletto Mazzone, giallorosso dalla testa ai piedi, che nella sua cinquantennale carriera è rimasto a Roma soltanto per una manciata di anni?