«Ora basta, non sono uomini ma solo stupidi terroristi»

da Roma

Sdegno, ira, vergogna. I sentimenti dei familiari dei caduti a Nassirya sono forti: «Adesso basta. Non ne possiamo più di questa gente così stupida, così crudele che continua ad inneggiare alla strage», dice Marco Intravaia, figlio del carabiniere Domenico, ucciso nell’attentato del 12 novembre 2003, commentando gli slogan scanditi oggi da una parte del corteo di Roma.
«Sono stupidi terroristi - aggiunge - che continuano ad offendere la memoria di persone, di martiri, che hanno sacrificato la propria vita per la pace di un paese e per l'onore della loro Patria». «Non capiscono - dice ancora - che con queste continue manifestazioni in favore del terrorismo, non solo incitano a nuove stragi, ma oltraggiano tante famiglie straziate da un dolore immenso e offendono la stragrande maggioranza degli italiani, che credono nel sacrificio dei nostri martiri».
Secondo Marco Intravaia, «questi individui devono essere individuati e puniti, mentre i centri sociali da cui provengono devono essere assolutamente chiusi perché non fanno altro che fomentare odio». Paola Cohen Gialli, vedova del maresciallo dei carabinieri Enzo Fregosi, è «amareggiata». «Sono persone vuote, senza ideali, ma anche senza alcun sentimento. Non sono classificabili», aggiunge con un filo di voce.