«Ora basta. Il sindaco non può continuare a ignorare le azioni violente dei no-global»

Tajani e Baccini: «Rinunci all’alleanza con l’ala più dura ed estremista della sinistra». Interventi di Marsilio e Mollicone

Marzio Fianese

«Veltroni prenda le distanze da Nunzio D’Erme e rinunci all’alleanza con l’ala più violenta ed estremista della sinistra». È quanto auspicano il vicepresidente del Senato Mario Baccini (Udc) e Antonio Tajani, presidente dei deputati europei di Forza Italia, che invitano il sindaco a prendere «il coraggio a due mani» e a tagliare, «non soltanto formalmente, ogni legame con chi non rispetta la legge e fa della sopraffazione lo strumento di campagna elettorale». «Dopo le ultime imprese del capolista di una delle formazioni che lo sostengono - conclude Tajani - il sindaco uscente non può rimanere in silenzio». «La nuova occupazione di ieri - aggiunge il candidato vicesindaco della Cdl Alfredo Antoniozzi - è la riprova che Veltroni e la sua giunta non sono in grado di tutelare la legalità». «Non contento degli arresti domiciliari ai quali è costretto per precedenti e analoghi reati contro la proprietà privata e la sicurezza dei cittadini - sostiene Antoniozzi - D’Erme si sente evidentemente tutelato dalla connivenza oggettiva del sindaco. Ed è particolarmente grave che una sua lista sia fin troppo vicina a quella di Veltroni per le amministrative ormai imminenti». Secondo l’esponente di Fi, «la piena responsabilità politica va però ascritta ancora una volta a Veltroni stesso che, incapace di affrontare l’emergenza abitativa a Roma e tanto meno di programmare una strategia di edilizia popolare, resta alla finestra a osservare e a tollerare le azioni illegali dei suoi compagni di avventura in questa campagna elettorale. Dire basta non è più sufficiente». Per Francesco Pasquali, segretario generale del coordinamento nazionale dei giovani di Forza Italia, è «inquietante che Veltroni accetti il sostegno della lista Roma Arcobaleno, chiaramente riconducibile all’associazione Action, segno evidente che il sindaco uscente non si sente affatto la vittoria in tasca».
«A questo punto l’unica cosa decente che il sindaco può fare - rincara la dose il consigliere comunale di An Marco Marsilio - è rinunciare all’apparentamento con la lista capeggiata da Nunzio D’Erme. Sarebbe l’unico gesto efficace da parte di Veltroni se intende dimostrare che non vuole i voti dei violenti, degli abusivi, degli illegali, degli accoliti della prepotenza organizzata. La lista Arcobaleno è pericolosa per la convivenza civile, a causa dell’escalation di illegalità e abusivismo che sta alimentando».
Critiche feroci anche dal capogruppo di An in I municipio Federico Mollicone: «Come in un famoso film degli anni ’70, “Le mani sulla città”, che parlava di speculatori, imperversa a Roma la “banda D’Erme” con la complicità morale e de facto del sindaco Veltroni che permette agli accoliti del partito delle occupazioni abusive di “infiltrare” le istituzioni capitoline e conoscere dati riservati del patrimonio comunale.
«Una buffonata per tenere buoni i centri sociali». Così Fabio Sabbatani Schiuma commenta lo sgombero dell’immobile occupato ieri da Action dopo l’intervento di Veltroni. «Come si vede, è bastato che il nostro amato sindaco semplicemente chiedesse di sgomberare lo stabile che subito Action obbedisce - spiega Schiuma - Ovviamente aspettiamo il solito giro di trombe dei corifei che parleranno di senso democratico e alto senso delle istituzioni. A me fanno solo senso. Tutti e due. Finite le false inaugurazioni, adesso si iniziano le false occupazioni-con-sgombero».