Ora Battisti scrive all’Italia: «Chiedo il perdono cristiano»

Ora Cesare Battisti chiede perdono. In una lettera scritta nel carcere di Papuda, in Brasile, dove si trova in attesa della decisione del tribunale federale sulla soluzione del suo caso, l’ex terrorista si chiede «se non è giunta l’ora che l’Italia mostri il suo lato cristiano», per il quale «il perdono è un atto di nobiltà ». La lettera, ha reso noto ieri l’edizione on line del quotidiano «Folha», è lunga otto pagine, è stata scritta a mano e consegnata ai senatori Eduardo Suplicy, del Partito dei lavoratori (Pt) e José Nery del Partito Socialismo e Libertà (Psol) che l’ha letta integralmente durante una sessione del Senato. Sempre ieri il caso è stato al centro di una polemica tra il ministro della Difesa Ignazio La Russa e il ministro della Giustizia brasiliano Tarso Genro. La Russa e aveva ricordato al brasiliano la «sua comune e da lui mai negata appartenenza ideologica con il terrorista Battisti». Genro ha parlato di «linguaggio non adeguato».