Ora la «Beic» è uscita dal cassetto

Sorgerà a Porta Vittoria. Formigoni: «Sarà la grande piazza della cultura europea». Padoa Schioppa: «Per realizzarla bisogna trovare altri fondi»

Oltre 500mila opere negli scaffali o integralmente digitalizzate e disponibili in rete, più di 2mila posti per la lettura, 3mila visitatori al giorno, un’emeroteca, banche dati, un mediaforum, archivi per i documenti visivi, vasti spazi per i depositi e le raccolte speciali, ristorante, caffè e libreria. Riassunto in una sigla la «Beic», la Biblioteca europea di informazione e cultura. Sorgerà sugli 80mila metri quadrati dell’ex scalo ferroviario di Porta Vittoria e costerà 215 milioni di euro, mentre a regime la sua gestione costerà 18 milioni di euro all’anno. Per ora c’è il progetto definitivo, firmato dall’architetto australiano Peter Wilson, preferito agli altri 92 partecipanti al concorso indetto per costruire quella che il governatore Roberto Formigoni ha già definito la «grande piazza della cultura europea». Già pronto il modellino in legno di quella che diventerà una delle «infrastrutture culturali» più grandi d’Europa. Conterrà, selezionate e sistematicamente organizzate, opere relative a tutti i rami del sapere: scienze matematiche, fisiche, chimiche, biologiche, mediche, naturali, scienze umane, sociali, letterature e arti, musica, tecnologie. Le opere dei classici e i testi fondamentali di ogni tempo e luogo in originale e in traduzione. Sarà, nelle intenzioni della Fondazione Beic, una grande biblioteca di pubblica lettura, ma anche una biblioteca di ricerca di livello europeo. «Cosa manca per realizzare questo sogno? Parecchio - ha spiegato il presidente Antonio Padoa Schioppa. Mancano le risorse per costruire». Il governo ha già stanziato 15 milioni di euro con le finanziarie del 2000 e del 2002. Fondi che serviranno per lavorare a pieno regime «fino all’inizio del 2007», ma poi ci vorranno altre risorse, soprattutto per la costruzione vera e propria che dovrebbe iniziare nel 2008. Inaugurazione all’inizio del 2011, a 150 anni dall’unità d’Italia. Le ipotesi su come ottenerle sono diverse: Padoa Schioppa parla di un possibile prestito alla «Cassa depositi e prestiti» che lo Stato potrebbe rimborsare in 15 anni, oppure di uno stanziamento di investimento. Quello che è certo è che «le biblioteche non crescono da sole, come gli alberi».
«La Beic - parole di Formigoni - sarà uno strumento utile per la ricerca universitaria e postuniversitaria, ma anche uno spazio pensato per il grande pubblico che avrà la possibilità di avvicinarsi alla cultura e alla sua bellezza». Un’opera, aggiunge il sindaco Gabriele Albertini, «che caratterizzerà Milano come una vera città del futuro».