Ora «Dal Bolognese» si cucina anche la politica lombarda

Il noto ristorante romano, frequentato da ministri, parlamentari e vip, ha aperto una sede a Milano

Gianandrea Zagato

Che la politica a Roma vada a tavola «Dal Bolognese», be’ è cosa nota e non solo ai romani. Basta sfogliare le cronache parlamentari per scoprirlo. È lì, «Dal Bolognese», che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, raduna gli azzurri per improvvisati summit ed è sempre lì che il magro Piero Fassino gode della pasta fresca, di quei tortelloni di ricotta di cui va ghiotto pure Francesco Rutelli.
Come dire: un ministro di passaggio è scena banale «Dal Bolognese» che, un giorno sì e l’altro pure, finisce anche nelle cronache mondane, vuoi per Claudia Schiffer - suo il lancio del secchiello contro i paparazzi - vuoi per George Clooney o per il leader degli U2, Bono, che va pazzo per i tortellini. Ma, attenzione, guidati dall’eleganza misurata del patron Alfredo Tomaselli, ai tavoli del ristorante della romana piazza del Popolo non ci sono solo parlamentari, star and vip: il conto - confermano critici (detrattori inclusi) è davvero alla portata di tutti. Medaglia al lavoro per un locale che ora raddoppia: sì, «Dal Bolognese» sbarca a Milano nella centralissima piazza della Repubblica. All’ombra della Madonnina, Tomaselli, ha ricreato un ambiente confortevole, tranquillo ed elegante: riassumendo, un locale dove poter stare in pace per incontrare qualcuno e dove avere certezza di uno standard qualitativo sempre all’altezza. Ristorante inaugurato ieri sera con duecento invitati rigorosamente selezionati nel mondo della moda, della finanza e della politica meneghina.
Locale di alto livello certamente destinato a macinare coperti e a scalare le classifiche gastronomiche cittadine ma anche ad arricchire le pagine della politica locale, con tanto di patti esclusivi siglati tra un buon bicchiere di vino e una pietanza prelibata.