«Ora Burlando è costretto a fare subito il Terzo Valico»

Vincenzi: «Basta con i rinvii» Grillo e Biasotti: «L’Unione mente perché è in malafede»

(...) per le opere preliminari, che sono preziosissime per i territori». Il tutto mentre da Roma il senatore di Forza Italia Luigi Grillo ha fatto notare come già altre linee siano state realizzate con lo stesso metodo di finanziamento ipotizzato per il Terzo Valico: la Torino-Novara e la Roma-Napoli per intero, la Milano-Bologna al 62 per cento, la Novara-Milano al 70, la Firenze-Bologna all’86. «Il perché nessuno abbia mai svelato che in Finanziaria ci sono i fondi è presto detto: il centrosinistra è in malafede - avverte Grillo -. Da una parte infatti il governo deve fare i conti con la sinistra, contraria al treno veloce. Dall’altra, se cancellasse i finanziamenti dovrebbe assumersi la gravissima responsabilità di comunicare all’Unione europea che non vuole fare un’opera che la stessa Unione europea ha inserito fra quelle strategiche, tant’è vero che la finanzierà al 20 per cento. Il governo rischierebbe un procedimento di richiesta danni».
Tinte meno fosche ma pur preoccupate dipinge Vincenzi: «Che ci siano i finanziamenti è ovvio, perché il governo non ha detto che l’opera non verrà mai realizzata, ma solo che non la può fare immediatamente. Sarebbe uno scenario terrificante quello in cui si dovesse dire all’Ue che il terzo valico è stato cancellato: la sua realizzazione infatti è stata definita con una co-decisione a livello europeo nel 2004, quale parte integrante del Corridoio 24. Se si dovesse cancellare, servirebbe una nuova co-decisione, assurdo». Epperò, spiega l’eurodeputata che non si può rinviare in eterno: «L’Europa viaggia di sette anni in sette anni: se non approfittiamo dei finanziamenti subito, dovremo aspettare fino al 2013». C’è poi la necessità di realizzare le opere preliminari: «Per i territori liguri e piemontesi sono determinanti, ma si potranno fare solo se il progetto del Terzo Valico andrà avanti. A questo punto, tutto dipende dalla volontà politica del governo».
Ed è proprio questo il punto su cui insiste il centrodestra. «Burlando sa benissimo che i soldi ci sono, ma lo nasconde perché non vuole il Terzo Valico» attacca l’ex governatore Sandro Biasotti, che spiega: «Siamo noi ad aver fatto tutti i passaggi necessari ad avviare il progetto, quindi farlo sarebbe come riconoscere un nostro successo. La verità è che il presidente della Regione non è interessato ai liguri, ma ai suoi dieci amici imprenditori. Come sull’Iit: non ha fiatato sul taglio di 80 milioni di euro, perché a lui basta che arrivino i soldi per gli Erzelli».
Se Grillo illustrerà tutti i passaggi tecnici della vicenda domani alle 18 al Jolly Hotel Plaza di Genova, ieri i capigruppo regionali di Forza Italia e An, Luigi Morgillo e Gianni Plinio, hanno chiesto a Burlando una comunicazione urgente alle commissioni consiliari competenti: «Vogliamo sapere se, a fronte della conferma dei finanziamenti già previsti del Governo precedente, non reputi doveroso attivarsi per fare, finalmente, decollare un’opera giudicata vitale per lo sviluppo economico della Liguria e dell’intero Nord-Ovest. Sarebbe davvero paradossale se Burlando, tra una trasferta cinese e l’altra, non si fosse neppure peritato di leggere le parti della Finanziaria che riguardano la Regione di cui è presidente. E sarebbe massimamente scandaloso se, nonostante le risorse disponibili, non facesse nulla per far avviare i lavori». Che poi: «Non vorremmo che, come la recente vicenda dell’Iit insegna, i finanziamenti previsti per il Terzo Valico venissero utilizzati per altre opere di magari minore importanza: in quel caso gli chiederemmo severamente conto delle sue pesantissime responsabilità». E che l’Unione sulla vicenda sia in difficoltà lo ha confermato il voto, ieri in provincia, su una mozione sul terzo valico: poiché Rifondazione comunista era contraria, i Ds hanno fatto mancare il numero legale.
Dal marasma ligure a quello piemontese, ieri da Torino l’assessore regionale ai Trasporti Daniele Borioli ha bocciato, come già aveva fatto il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, l’idea di Burlando di «soffiare» la Tav alla Val di Susa. In vista delle conferenza dei servizi sulla Torino-Lione oggi a Roma, la Regione Piemonte sgombra il campo dalle ipotesi di percorsi alternativi e ribadisce il proprio sì all’attuale tracciato: il passaggio del Corridoio 5 attraverso la Liguria, sottolinea, non sta in piedi perché i francesi non accetteranno mai di fare viaggiare le merci lungo le coste.