Ora Calvini evita anche il primo confronto con Finmeccanica

Dalla tensione al gelo: sembra abbassarsi sempre di più la temperatura nei rapporti tra Ansaldo e Confindustria. Dopo la nomina di Massimo Sola a direttore generale degli Industriali di Genova, fortemente voluta dal presidente Giovanni Calvini, e le dimissioni di massa dagli incarichi associativi degli uomini del gruppo controllato da Finmeccanica, in evidente ma non dichiarata polemica con la decisione, è infatti sfumato anche il primo possibile incontro in campo neutro tra i protagonisti della vicenda. A fuggire, se così si può dire, è stato proprio Calvini che, confermatissimo ospite fino a poche ore prima, ha disertato martedì scorso la periodica serata dell'International Propeller Club del capoluogo ligure (l'associazione che promuove meeting e relazioni tra professionisti del mondo del mare e dei trasporti).
In assenza di giustificazioni ufficiali i partecipanti alla riunione non hanno potuto che collegare la defezione con la recente diatriba, nata proprio intorno alla nomina di Sola, preferito - secondo i beninformati - al candidato gradito a Finmeccanica Mario Orlando, manager di Ansaldo Sts. Nonostante da entrambe le parti, a comunicati incrociati, si sia cercato di gettare acqua sul fuoco garantendo comunque un futuro comune impegno per il territorio ligure, la frattura ormai c'è e i primi effetti sono sotto gli occhi di tutti. C'erano solo esponenti di Ansaldo e non di Confindustria così all'evento Propeller, dedicato a un tema di forte interesse per il mondo economico cittadino come quello delle fonti d'energia, dal nucleare alle risorse rinnovabili. Negli interventi di Paola Girdinio, preside della Facoltà di Ingegneria dell'Università di Genova, di Roberto Adinolfi, amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, e di Fabio Ziliotto, direttore della Divisione Industria del Registro Italiano Navale, introdotti dall'amministratore delegato del Rina Ugo Salerno, non sono infatti mancati gli spunti per Genova che, come confermato proprio dallo stesso Adinolfi, ambisce ancora con buone possibilità a diventare sede della nascente Agenzia per la sicurezza nucleare. Non possiamo ovviamente sperare di risolvere tutti i problemi energetici italiani a partire dalle particelle - è stato il messaggio della serata - ma i dati comunque raccontano di tecnologie sempre più competitive in termini di costi monetari e ambientali. «Mentre tutti gli impianti a combustione fossile emettono anidride carbonica, ossidi di azoto e zolfo nell'atmosfera, le centrali nucleari non producono emissioni di questo genere; e per dare un'idea del potenziale del combustibile nucleare basti dire che un solo grammo produce l'equivalente energetico di tre tonnellate di carbone o 2700 litri di olio combustibile» ha spiegato Girdinio, che, a margine della relazione, ha anche smorzato i toni della piccola polemica sollevata intorno al suo rifiuto di candidarsi alle prossime regionali con Biasotti e alle sue futuribili ambizioni al Rettorato.