Ora la Campania cambia le regole sui concorsi

Carmine Spadafora

da Napoli

Primi effetti del caso Petrella sui regolamenti della Regione Campania. Mentre il governatore Bassolino, come spesso avviene quando uno dei suoi finisce nella bufera, preferisce tacere sulla vicenda delle lottizzazioni nella sanità, l'ufficio di presidenza del consiglio regionale ha varato una delibera con la quale si stabiliscono nuove regole riguardanti il personale in mobilità. In sostanza, una commissione che si compone di sei membri più il presidente, valuterà in base a un colloquio individuale e ai titoli acquisiti i criteri di selezione per la immissione in ruolo per la mobilità esterna.
La commissione sarà nominata dal presidente del Consiglio, sentito l'ufficio di presidenza. I comandati provenienti da altre pubbliche amministrazioni, che hanno presentato a suo tempo domanda di mobilità, verranno valutati con gli stessi criteri oggettivi. I concorsi già banditi saranno espletati secondo i termini e le procedure di legge già fissati.
L'ufficio di presidenza presenterà una proposta di legge per la disciplina del sistema organizzativo del consiglio regionale e le disposizioni relative alla dirigenza e al personale del consiglio. L'iniziativa legislativa risponde alla necessità di adeguare l'ordinamento del consiglio alla riforma del pubblico impiego e all'impianto costituzionale.
Ma, nuove regole del consiglio regionale a parte, infuria la polemica sulla presunta lottizzazione della sanità campana, sulla maggioranza di centrosinistra e sui diesse in particolare. Il senatore di Forza Italia, Emiddio Novi, attraverso l'Ansa Napoli ha attaccato anche la magistratura. «Risulta finora incomprensibile l'inerzia della magistratura di fronte alla arroganza lottizzatoria e agli sprechi che sono provati dalle indagini della guardia di finanza».
Intanto Alleanza nazionale promette di dare battaglia sull'affaire sanità in Campania. I vertici regionali del partito hanno intenzione di istituire un «numero verde» al quale potranno rivolgersi medici, infermieri, pazienti, per segnalare qualsiasi tipo di abuso negli ospedali, a cominciare da quello più banale, come potrebbe essere il rilascio di un certificato, fino ad eventuali casi di lottizzazione delle «poltrone», nei posti chiave della sanità regionale.