Ora il caso Codrea fa scricchiolare la giunta regionale

Il consigliere Gianni Plinio chiede le scuse del presidente Burlando

Federico Casabella

I grandi del calcio mondiale, quelli che mandano in delirio una tifoseria, quelli che fanno apprezzare il bel calcio al pubblico, non sono sempre i giocatori che fanno gol, ma quei fantasisti che sanno illuminare il gioco con assist preziosi che mandano in rete i loro compagni di squadra. Claudio Burlando, di certo, non è un attaccante da area di rigore, ma a quanto pare è ottimo a servire preziose palle. Nell'aprile 2001, a sua detta, il suo «assist» servì al Genoa per portare a casa 3 punti fondamentali per la salvezza del Grifone, ma la sua testimonianza in ricordo di Franco Scoglio, è stato un delizioso passaggio per i suoi avversari politici, che hanno fatto diventare la boutade burlandiana un caso politico. A raccogliere la palla è stato, neanche a dirlo, Gianni Plinio, consigliere regionale di Alleanza nazionale e sampdoriano verace, che ieri ha presentato una interpellanza in Regione chiedendo che Burlando si scusi pubblicamente con i tifosi della Sampdoria per aver esaltato la slealtà sportiva. Plinio ha depositato questa interrogazione «per conoscere - come si legge nel comunicato diffuso dallo stesso capogruppo di An in Regione - i motivi che lo indussero, come da sua stessa vanteria, a brigare per ottenere, nel 2001, lo spostamento di un derby aggiudicatosi poi dal Genoa al fine di consentire ai rossoblù il recupero di un giocatore non disponibile. Per conoscere i nomi di eventuali pubblici amministratori o dirigenti sportivi - prosegue Plinio nel documento - che insieme con lui si prestarono a realizzare il posticipo, per conoscere se non reputi di chiedere scusa non solo ai tifosi blucerchiati ma a tutti i veri sportivi dal momento che l'esaltazione della slealtà sportiva è disdicevole per chiunque ma in modo particolare per chi ricopre importanti cariche pubbliche e di governo». Nella dichiarazione dei giorni scorsi di Burlando, si nota un altro errore, riguardante il derby in questione. Secondo il presidente, la vittoria del Genoa fu siglata grazie ad un gol di Francioso che, per ringraziare l'ex ministro dei Trasporti, regalò la maglia di quella partita al figlio. La stracittadina vinta dal Genoa con gol dell'attaccante di Brindisi, però, è datata 5 novembre 2001, mentre, l’«affaire Codrea», e cioè il match la cui data sarebbe stata accomodata grazie all'intervento dell'allora deputato diessino, risale al match giocato il 2 aprile precedente, anch'esso vinto dai rossoblù di Scoglio, grazie ai gol di Mutarelli e Stroppa. In quel caso, il posticipo del lunedì, servì a Codrea per rientrare in tempo dalla Romania dove, il mercoledì precedente, giocò con la sua Nazionale contro la Georgia: non essendo trascorse neanche 48 ore, secondo regolamento Fifa, il rumeno non sarebbe potuto scendere in campo il venerdì successivo. C'è quindi anche una questione poco trasparente nella dichiarazione fatta da Burlando, che potrebbe suscitare nuove contestazioni. A Bogliasco, invece, prosegue la preparazione dei blucerchiati in vista della trasferta di domenica ad Ascoli. Potrebbe tornare titolare Giulio Falcone, a totale disposizione di Novellino: «Non c'entrano più i medici - ha detto il difensore blucerchiato -, chi deve decidere se potrò scendere in campo siamo io e il mister».