«È ora che il governo si esprima su Fazio»

Calderoli (Lega): «Si doveva intervenire dopo i crac Cirio e Parmalat»

Gian Battista Bozzo

da Roma

Sul caso Fazio «il governo deve prendere posizione». L’invito viene da Mario Baccini, all’indomani dell’attacco al governatore da parte del presidente di Confindustria, Luca di Montezemolo. L’occasione giusta, suggerisce l’esponente dell’Udc, potrebbe essere il primo Consiglio dei ministri del dopo-ferie che sarebbe stato convocato per venerdì 26 agosto: lo stesso giorno dell’attesissima riunione del Comitato per il credito e il risparmio (Cicr) al quale parteciperà Antonio Fazio.
«Penso che Siniscalco - aggiunge il ministro della Funzione pubblica - presenterà un’informativa al governo sulla questione. Nell’Udc non abbiamo discusso di mandato a termine - aggiunge Baccini - ma il mio parere è che se il Capo dello Stato ha un mandato a tempo, può averlo anche il governatore di Bankitalia».
In realtà, Silvio Berlusconi, aveva già espresso nei giorni scorsi una posizione di prudenza: aspettiamo il Cicr e quanto dirà Fazio (con il quale «non c’è nessun problema»), quindi si vedrà. Il premier ha affidato al consigliere economico di Palazzo Chigi, Renato Brunetta, lo studio di una strada per l’introduzione del mandato a termine. «La soluzione più corretta - dice l’economista ed eurodeputato di Forza Italia - è quella di un atto parlamentare di indirizzo sul nuovo ruolo di Bankitalia. Credo che Fazio - aggiunge - sia perfettamente in grado di guidare la riforma della banca centrale». Idea non condivisa da Maria Teresa Armosino, sottosegretario all’Economia, che si domanda: «Sarà capace l’istituto, con l’attuale composizione, di autoriformarsi?».
Brunetta separa la questione del mandato dalle pressioni sul governatore per le dimissioni, e afferma di non condividere assolutamente la posizione di Montezemolo, che definisce «violenta e ingiustificata, da irresponsabili». Secondo l’economista, il presidente della Confindustria non ha le carte in regola per esprimere certi giudizi. «Il problema non è Fazio, ma il ruolo che la politica e l’economia intendono dare a Bankitalia. Il governatore, poi, deve essere un presidente di authority come gli altri», conclude dichiarandosi favorevole al mandato a termine.
Anche Gianni De Michelis sostiene che il governo, alla prima occasione, dovrà esprimere una posizione netta sulla tutela del risparmio, ed introdurre il mandato a termine «prima della finanziaria». L’esponente socialista dice no, tuttavia, alla «gogna mediatico-giudiziaria» nei confronti del governatore. Mentre il ds Lanfranco Turci rimprovera a Montezemolo di «aver messo la sordina» sul mandato a termine durante la discussione della legge sul risparmio. Ora il presidente della Confindustria ha cambiato idea ma, sospetta Turci, «il dubbio è che pesino le considerazioni su Bnl».
«Si doveva intervenire ai tempi dei casi Cirio e Parmalat - osserva il ministro delle Riforme Roberto Calderoli -, mentre adesso siamo di fronte a due cordate che si scontrano. Fazio avrà modo di spiegare la sua posizione». La riunione del Comitato per il credito rischia di deludere chi pronostica «fuochi d’artificio». Fazio spiegherà ogni sua mossa nel dettaglio, convinto com’è di aver agito nel pieno rispetto delle norme. Ma dal Cicr non si attendono decisioni concrete.