Ora il check up si fa anche in un «hotel» di lusso

Pamela Dell’Orto

Niente corridoi angoscianti, tempi d’attesa snervanti, pareti tristi. Il Centro diagnostico italiano di via Saint Bon 20 più che una struttura sanitaria per il day hospital sembra un hotel di lusso. E da oggi ancora di più, grazie al Cdi-Check, la nuova area che mette a disposizione percorsi di check-up costruiti ad hoc sulle esigenze dei pazienti. In spazi minimal e accoglienti, sale d’aspetto luminose, terrazze piene di verde, salette in cui lavorare con il computer e collegarsi a Internet e con hostess sorridenti.
Mille metri quadrati nuovi di zecca dotati di attrezzature all’avanguardia, più di trecento medici e duecento dipendenti al servizio completo del paziente. All’interno della struttura sanitaria che dal 1970 effettua qualcosa come tre milioni di esami all’anno e 450 check-up al mese. Una nuova ala in cui chi vuole fare prevenzione e controlli medici ma ha sempre meno tempo a disposizione - manager, professionisti, ma anche casalinghe - se la può sbrigare in una giornata (spesso bastano anche cinque o sei ore), senza avere l’impressione di trovarsi in un ospedale. A spiegarci come funziona il Cdi-Check è il dottor Bruno Restelli, coordinatore dell’équipe medica: «Il paziente è accolto da una hostess, parcheggia nel posto auto riservato, passa dall’accettazione e poi può iniziare il percorso: a partire da una visita internistica, dove si concorda l’iter da seguire nell’arco della giornata». Il medico internista è uno degli otto «tutor» messi a disposizione dal Centro per il paziente: una sorta di medico personale altamente specializzato che a fine giornata, «spiega esito degli esami e stato di salute al paziente». Che alla fine riceverà anche il numero di cellulare del suo tutor, in modo da poterlo contattare in qualsiasi momento. Niente perdite di tempo, perché fra una visita e un esame si può persino continuare a lavorare nella sala computer, e prezzi nella norma (dai 1.700 euro).
Alla base di questa organizzazione ultra-moderna, una équipe di medici altamente specializzati e una serie di strumenti molto innovativi - dalla Tac multistrato alla risonanza magnetica nucleare ad alto campo, al rivoluzionario robot radiochirurgico Cyberknife per la cura dei tumori. D’altra parte le aree terapeutiche sono più di 50 e, come spiega Diana Bracco, presidente Cdi, «il paziente viene seguito molto bene, dalla prevenzione alla cura al monitoraggio. Procedure mediche che da quest’anno hanno anche la certificazione della Joint Commission americana: e questo vuol dire che il margine di errore è quasi inesistente. Per questo la gente che viene da noi poi ritorna».
Il Cdi-Check, insomma, è a disposizione per chiunque (il paziente tipo va dai 35 ai 65 anni) «abbia a cuore la propria salute e voglia verificarne periodicamente lo stato - dice il direttore generale Cdi Maurizio Guizzardi -. La cosa più importante è la prevenzione, anche se si sta bene, soprattutto per malattie diffuse come quelle cardiovascolari o i tumori».