Ma ora chiamateli al confessionale

Persino le pause per la Nazionale hanno qualcosa di buono: a un certo punto finiscono. Due settimane senza campionato. Ricordate? Una volta era quasi un’eternità: la gente si guardava in faccia, al bar, a scuola, in ufficio e negli occhi smarriti leggevi lo sconcerto causato dal vuoto pneumatico di argomenti pallonari. Ma tutti covavano il sogno di un futuro migliore: chi era in testa alla classifica, sperava di restarci e chi inseguiva sperava di andare presto in corsia di sorpasso. Oggi, invece, la sosta azzurra è diventato uno stucchevole reality show senza soluzione di continuità. Al posto del Grande Fratello, sotto i riflettori c’è il Grande Rinnovo (dei contratti). Torme di procuratori dal pittoresco eloquio giungono da ogni parte del mondo per riempire di grilli le teste dei loro insaziabili assistiti. Allenatori bolsi e a rischio nomination blandiscono le società di appartenenza con promesse di amore eterno a scatola chiusa. Presidenti (o chi per loro) in crisi d’astinenza mediatica inseguono i giornalisti anche nelle toilette per parlare di aria fritta. Poi, finalmente, il treno dei consigli per gli acquisti termina la corsa e lo spettacolo riprende. Spettacolo? Non esageriamo. Piuttosto una recita sul copione già scritto a inizio stagione. Sì, qualcuno tenta la battuta saporita, qualcun altro tenta il colpo a sorpresa. Ma il Grande Fratello non potrebbe dare un’occhiatina a questo Milan? O almeno convocarlo in confessionale?