Ora ci si mette anche Fini: "Troppa partigianeria"

Il presidente della Camera davanti ai 240 studenti in aula al Senato per una lezione sulla
Costituzione: "Ora le istituzioni devono dimostrare nei fatti
che non viviamo nei
tempi di Guicciardini, dei particolarismi e che sono in grado di agire
nell’interesse nazionale"

Roma - Già Napolitano qualche tempo fa ha denunciato un "eccesso di partiganeria" all'interno della politica italiana. Ora a rincarare la dose ci pensa Gianfranco Fini, che davanti ai 240 studenti in aula al Senato per una lezione sulla Costituzione ha detto: "C’è una certa crisi della fiducia e non è un problema solo italiano. Ora le istituzioni devono dimostrare nei fatti che non viviamo nei tempi di Guicciardini, dei particolarismi e che sono in grado di agire nell’interesse nazionale". Il presidente della Camera, guardando proprio ai giovani, ha spiegato che "bisogna essere coscienti che c’è un certo smarrimento tra i giovani e che c’è una certa distanza tra loro e il mondo politico, non dobbiamo fare cadere la loro denuncia".

"Bisogna dimostrare che la democrazia non è un supermercato dove ogni cittadino entra e in nome della libertà, che è fondamentale, sceglie un bene e non pensa agli altri", ha poi detto il presidente della Camera. "Gli egoismi - ha spiegato - i settarismi, l’assenza di solidarietà, sono virus che minano la democrazia dall’interno. Per restare nella metafora del supermercato, la democrazia deve far sì che il cittadino non sia solo il consumatore ma anche il produttore di un bene costituzionale". Fini ha quindi sottolineato l’attualità dell’amor di patria che, ha sostenuto, "si dimostra anche oggi rispettando le regole e le leggi". Infine, riferendosi ai nuovi italiani, ha detto che i figli degli immigrati "come noi parlano italiano, cantano l’inno, amano l’Italia anche se per loro non è la terra dei padri. Nel 2011 il concetto di unità e identità nazionale va pensato anche in questa prospettiva".