Ora ci toccherà ringraziare cinesi e kebab

Chi sperava che, scavallata la fatidica settimana di Ferragosto, la vita sotto la Madonnina riprendesse su ritmi quasi normali, ha dovuto fare i conti con la dura realtà. Oltre al danno dell’improvviso caldo africano, la beffa di una serrata che va avanti indomita, indifferente tanto ai (molti) pendolari delle vacanze quanto agli inebetiti stranieri che soltanto attorno al perimetro del Duomo riescono a trovare ristoro nei pochi bar aperti. A caro prezzo, inutile a dirsi, rispetto a una città così avara durante l’estate.
Tutto il resto è noia, canterebbe il Califfo, anzi è il nulla: un’impresa colossale trovare ristoranti e pizzerie aperti appena usciti dal centro, per non parlare di altri generi di ordinaria utilità, dal benzinaio alla copisteria, dall’edicola al ferramenta alla merceria. Inutili gli appelli al buon senso, come pure le minacce di sanzioni (pur attivissime sui veicoli in sosta). E allora stai a vedere che una volta tanto ci toccherà benedire le vituperate botteghe esotiche, le uniche per la verità, ad aver tenuto botta nei quartieri meneghini, dal Ticinese a Garibaldi. Ristoranti cinesi, cino-giapponesi, ma soprattutto i kebab-store, vera ossessione mediorientale per residenti e commercianti nostrani, incubo dei padani, eppure in questi giorni àncora di salvezza per la Milano dei gastronauti estivi. Ce ne sono tanti di spiedi turchi in città, certamente troppi da viale Padova fino a Porta Genova, ma stavolta forse a qualcuno son serviti, aperti fino a tardi e a prezzi democratici. De gustibus.
Meno contenti certo saranno stati i fanatici delle quattro ruote rimasti da queste parti. La mappa dei distributori di benzina aperti ricorda tanto le avventure sull’Isola del tesoro di Stevenson o, nella peggiore delle ipotesi, l’esasperata caccia al carburante delle bande post-atomiche di Interceptor, celebre pellicola di Mel Gibson. Qui di celebre c’è ormai soltanto lo spopolamento di impianti, «serviti» o a self service. Per trovare benzinai in «zona centro» bisogna uscire dalla cerchia ma la speranza di trovarne aperti è appesa al lumicino.
Nel frattempo il Comune, per mano dell’assessore D’Alfonso, punta alla deregulation degli orari dei negozi, un’iniziativa liberale già tentata in passato e che certamente porterebbe benefici agli utenti durante l’arco dell’anno. Prima di allora, però, sarebbe sufficienti che i commercianti adeguassero i turni estivi alla reale popolazione che resta in città; e soprattutto che i suddetti turni venissero una volta tanto rispettati da tutti.