Ora la CINA giura sulla BIBBIA

Anche i (veri) comunisti non sono più quelli di una volta, con buona pace del «grande timoniere» Mao. Che la Cina sia la nuova frontiera economica (persino la Pirelli è partita per costruirvi due fabbriche di pneumatici) non è un segreto per nessuno, ma che laggiù la Bibbia stia diventando un best seller era francamente difficile da prevedere. Un tempo era vietata, ma da qualche anno l’unica casa editrice cinese autorizzata a stamparla, la Amity Printing, non riesce a star dietro alle richieste.
Una crescita vertiginosa, che è passata dalle 505mila copie vendute nel 1988 agli oltre 6,5 milioni del 2005. E per quest’anno le previsioni sono ancora in aumento. Il fenomeno sembra in contraddizione con la voce ufficiale del ministero degli Esteri che, per le Olimpiadi, consentirà a ciascun visitatore o atleta di portare una Bibbia o articoli religiosi «soltanto per uso personale». Nelle scorse settimane vi sono state dichiarazioni ufficiali che proibivano l’introduzione di materiale religioso di «propaganda», considerato pericoloso al pari di «armi ed esplosivi». Molti atleti e organizzazioni per i diritti umani hanno sollevato il problema di che cosa si debba definire «propaganda»: un segno della croce prima di una partita, una preghiera islamica ai bordi del campo potrebbero essere considerati gesti di propaganda religiosa?
Comunque la Amity, che ha cominciato a stampare Bibbie nell’86, viaggia con il vento in poppa e l’anno prossimo aprirà una nuova sede vicino a Nanchino diventando la più grande casa editrice di sole Bibbie del mondo. I ritmi di produzione saranno proprio alla cinese, visto che verranno stampate almeno un milione di copie ogni mese. Ma chi le compra tutte queste Bibbie che - detto per inciso - non sono in vendita nelle grandi librerie, ma circolano nelle chiese e attraverso il passaparola tra i cristiani, che in Cina sono più o meno 30 milioni (ma un calcolo preciso è impossibile, pensando alle decine di milioni di uomini e donne che professano cattolicesimo o protestantesimo clandestinamente)?
Dall’86 a oggi la Amity ha stampato 50 milioni di Bibbie: 41 milioni scritte in cinese e in altre otto lingue minoritarie, mentre il resto è stato esportato in Russia e in Africa. Un classico è la Bibbia tascabile; poco adatta ai lettori anziani per i caratteri piccoli, fa pensare che la fede cristiana si stia diffondendo soprattutto fra le nuove generazioni.
Ultima curiosità. È cinese la Bibbia più lunga del mondo. È scritta su una striscia di raso bianco di altissima qualità, misura 5.007 metri ed è entrata di diritto nel Guinness dei primati. Composta da 900mila caratteri «Cao Shu», è divisa in 50 volumi, ciascuno lungo circa 100 metri.