Ora la Coop si prende la nuova «banchina» del porto di Genova

La base logistica per i container sorgerà a Castellazzo Bormida e costerà 110 milioni

Francesco Gambaro

Il futuro e lo sviluppo del porto di Genova passano (anche) dalla provincia di Alessandria. Qui, tra tre o quattro anni, sorgerà la nuova base logistica - il retroporto - per i container provenienti dallo scalo genovese e diretti in Lombardia, Piemonte, Triveneto ed Emila Romagna. Cioè in tutto il Nord Ovest.
Nel comune di Castellazzo Bormida (Alessandria), infatti, Legacoop Liguria e il Consorzio Abaco hanno individuato un'area vastissima, di circa un milione e 116.000 metri quadrati, dove collocare le piattaforme retroportuali, che intercetteranno una quota di mercato, compresa tra il 6 e il 15 per cento, dei traffici stimati per il porto di Genova. Almeno queste sono le (ottimistiche?) previsioni del presidente di Legacoop Bruno Giontoni, dell'amministratore delegato del consorzio Abaco (che raggruppa 21 società con 2.500 addetti operanti nella logistica e nel multiservice) Bruno Chiappini e del responsabile del comparto logistica della lega delle cooperative e mutue, Marco Cresta. A loro e a Stefano Costa della società di consulenza "Tbridge" ieri è toccato il compito di illustrare l'ambizioso progetto nella sala dei Capitani di palazzo San Giorgio. «Col retroporto di Alessandria - ha spiegato Giontoni - vogliamo incrementare il livello di competitività dello scalo genovese, in un quadro di sviluppo che riguarda tutto il sistema logistico del Nord Ovest». Per riuscirci, la lega ligure delle cooperative e mutue e il consorzio non hanno decisamente badato a spese: 110 milioni di euro, di cui 96 per acquistare le aree e dotarle delle infrastrutture necessarie e altri 14 per la movimentazione e la sosta dei container. A tanto ammonta l'investimento complessivo del retroporto alessandrino che, a regime, dovrebbe garantire un'occupazione diretta di circa 300 addetti e altri 200 da assumere nel porto del capoluogo ligure. La nuova base logistica dovrebbe insediarsi in un'area attraversata dalla linea ferroviaria Genova-Alessandria e in prossimità dell'autostrada A 26 Voltri-Gravellona Toce. Un'area indubbiamente strategica per il traffico delle merci che transitano nello scalo genovese.
Ma come arriveranno i container a Castellazzo Bormida? Lo spiega l'amministratore delegato di Abaco, Bruno Chiappini: «Il progetto, che sarà realizzato dalla società Lte (Logistic Terminal Europa), prevede il navettamento ferroviario dei contenitori dal terminal portuale di Genova al retroporto di Alessandria». Vale a dire: «Il trasporto su rotaia dei container attraverso il sistema automatizzato Metrocargo per il carico e lo scarico dei treni, che consente di lavorare sotto tensione elettrica, quindi senza dover compiere manovre ferroviarie». In pratica, una specie di "metropolitana" per scaricare le merci dai convogli. In questo modo, e secondo quanto contenuto nei piani d'impresa degli operatori terminalisti genovesi, i flussi di traffico nel nostro porto entro il 2010 dovrebbero raddoppiare, passando dagli attuali 1,6 milioni di Teu a 3,2. Per arrivare a tanto, Abaco e Legacoop si sono aggiudicati nell'ultimo anno e mezzo la gestione del Distripark di Voltri e le manovre ferroviarie all'interno dello scalo genovese in sinergia con "Serfer". Sarà proprio la società di Trenitalia a costruire i convogli, sui quali viaggeranno i container diretti al retroporto di Castellazzo Bormida: 22 copie di treni (quindi 44 in tutto) da qui al 2017. I primi 10 entro quattro anni. Prossime tappe? Dopo aver aver opzionato le aree, Abaco insieme alla lega delle cooperative ha avviato la progettazione esecutiva per poter iniziare i lavori nel 2008. Non prima, però, di aver ottenuto le autorizzazioni per le procedure urbanistiche del Comune e della Provincia di Alessandria.