Ora d’aria, per scordare il turistame di Firenze

nostro inviato a Firenze
Via della Ghibellina a Firenze ha due insegne, una che tutti conoscono, anche se ben pochi lì posso permettersi un tavolo, e una seconda che ben pochi conoscono, anche se quasi tutti potrebbero cenarvi (ma non pranzarvi visto che è aperta solo la sera). Si può così passare, scendendo in entrambi i casi al Plaza hotel Lucchesi, 055.26236, dai sogni impossibili dell’Enoteca Pinchiorri all’impegno appassionato dell’Ora d’Aria, in cucina Marco Stabile.
Quest’ultimo locale deve il suo nome al fatto che è lì lì con le strutture del vecchio carcere delle Murate. Ma Oria d’Aria anche per «offrire una pausa rilassante e piacevole dallo scorrere frenetico degli impegni quotidiani». Questo spiega il trionfo del bianco, i tavoli ben distanti tra loro, la buona musica di sottofondo, le luci tendenti al basso e un passo tranquillo di tutti.
In tanta attenzione per i dettagli, non ho capito l’assenza di vini al bicchiere anche perché la carta ha uno sviluppo particolare: 4 antipasti, 4 primi e 4 secondi, più due menù degustazione che in un certo senso sono tre perché il 7 Piatti, preceduto dal 5 Piatti Pesce d’inverno, contempla le porzioni intere (a 65 ) e, stesse ricette, le mezze a 50. È un’alternativa intelligente perché ognuno, in base al proprio appetito, si può regolare e magari lui va sul deciso e lei sul leggero. Tra l’altro anche i dessert scegliendo alla carta possono essere o interi (9 ) o mini a 5.
C’è insomma molta attenzione a non spaventare, a fare sentire il locale tagliabile sulla misura di ogni cliente. E grazie a uno chef che ha personalità e firma alcuni piatti come suoi, con un simbolino distintivo in carta. A novembre un Uovo di Paolo Parisi con broccoli, un Risotto ben confezionato con baccalà e cavolo nero e gustosissimi Petto e coscia di piccione al forno con rabarbaro. Applausi per il Pane, vino e zucchero.
E-mail: paolo.marchi@ilgiornale.it