Ora direbbe: «Avete fatto una gran bischerata»

«Ma che bischerata avete fatto? Avete voluto fare un monumento a me, che non ho voluto neanche il funerale?». Così avrebbe reagito Montanelli alla notizia di una statua a lui dedicata. Parola del sindaco Gabriele Albertini, che ha definito il giornalista di Fucecchio suo «padre spirituale, genitore di moralità e libertà» ed ha proposto un parallelismo con il filosofo tedesco Immanuel Kant, basato su una curiosa coincidenza. «Inauguriamo il monumento il 22 aprile, che è la data di nascita di Montanelli, ma anche di Kant. Questo pensatore aveva come motto la frase “Il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me”: quanto si adatta questa espressione a Montanelli». Il primo cittadino ha poi ricordato di aver festeggiato con il cronista toscano il suo ultimo compleanno in vita, nel 2001, ed è ritornato sull'aggressione subita da Montanelli il 2 giugno del 1977, quando le Brigate Rosse lo ferirono alle gambe sparando quattro colpi. «Trent’anni fa si litigava con le pistole - ha concluso Albertini -. Oggi si discute tanto se metter la lapide in memoria di Pedenovi (il dirigente missino ucciso nel 1976 in viale Lombardia da un commando di Prima Linea), qualcuno non è d'accordo, ma le stesse persone che oggi discutono forse trent’anni fa avrebbero fatto altro».