Ora dobbiamo imparare la lezione dei Futuristi

Milano e Filippo Tommaso Marinetti, il Futurismo, la sua fondazione, il Manifesto, quel 20 febbraio del 1909. Come ricordare senza retorica, come affrontare tutto ciò senza farne una caricatura, come interpretare e rapportarsi a quella data con il coraggio, l'audacia, la ribellione (che) saranno elementi essenziali della (loro) poesia? Qual è - se vi è - l'eredità di quel movimento e quale futuro per il Futurismo? Verrebbe da rispondere parafrasando il filosofo Derrida che - lo sanno tutti - il Futurismo è morto e Filippo Tommaso Marinetti con lui, non c'è più motivo di dubitarne. C'è del vero in questa affermazione ma è una verità che evocando gli spettri di Marinetti e dei suoi compagni si incarna in noi offrendoci (...)