Ora il dottor doping vuole il Nobel

Diavolo o genio del male? Niente di tutto questo: almeno a sentir lui. Se per Eufemiano Fuentes la santificazione sarebbe per lo meno poco appropriata, il premio Nobel per la medicina farebbe il caso suo. Il famigerato ginecologo delle Canarie, al centro di tutta la vicenda doping denominata «Operacion Puerto», vuole il riconoscimento più ambito dai discendenti di Ippocrate. «Il dottor doping vuole il Nobel», titola il settimanale tedesco «Stern». Il medico spagnolo, 52 anni, intervistato nella sua casa di Tenerife, sostiene che il suo doping aveva «una funzione terapeutica», e che forse «tra 20 anni mi saranno riconosciuti i meriti con un premio Nobel o con una statua commemorativa. Lo sport di vertice - dice - è un circo in cui la salute degli atleti è relegata in secondo piano».
Fuentes, che in Spagna è diventato una vera star, tanto da essere invitato a convegni di ogni tipo, organizzati per altro anche dal ministero dello Sport iberico, oggi fa discutere non per le pratiche ematiche (emotrasfusione) adottate da questo signor Dracula, ma per quello che dice.
«Lo sport fa male – dichiarò qualche settimana fa -. Non si può correre una Vuelta a pane e acqua. Lo sport pregiudica la sua salute, e il medico lo deve aiutare».