Ma ora Dracula è giovane e sexy

Anche i vampiri si sono evoluti, hanno lasciato da tempo le atmosfere gotiche del Dracula di Bram Stoker, virando con decisione su lidi assai più contemporanei e redditizi. Ne è una conferma il successo di Stephenie Meyer che, con la tetralogia pubblicata da Fazi (Twilight, New Moon, Eclipse, Breaking dawn) ha toccato quota 1,2 milioni di copie. Ma la scrittrice di Hartford è solo la punta dell’iceberg di un fenomeno molto più capillare. C’è chi, come Dan Simmons, ha dedicato un romanzo ai «vampiri della mente» (Danza macabra, Gargoyle, pagg. 945, euro 19,50, trad. A. Guarnieri), chi ne ha studiato il mito sul grande e piccolo schermo (Franco Pezzini-Angelica Tintori, The Dark Screen, Gargoyle, pagg. 695, euro 19) e chi, con un mix di humour, colpi di scena e fantasia visionaria, ha costruito un piccolo capolavoro del genere, conquistando il lettore francese e, adesso, anche quello italiano (Fred Vargas, Un luogo incerto, Einaudi, pagg. 392, euro 18,50, trad. M. Botto).
Più radicale la scelta di Newton & Compton che ha dedicato un’intera collana ai satanassi. Spiccano i tre volumi de Il diario del vampiro di Lisa Jane Smith (80mila copie) e il recentissimo Il sangue nero del vampiro di Valerie Stivers (pagg. 327, euro 9,90, trad. S. Ristori). Kate McAlliston è una studentessa che accetta uno stage in una prestigiosa rivista di moda. Seguono mobbing e umiliazioni fino a quando la giovincella non scopre che dietro il ritmo della frenetica redazione (molto simile a quella, più celebre, de Il Diavolo veste Prada) si nasconde un team di donne succhia-sangue.
Simile cotè, ma con una dose in più di ironia, si ritrova in Marked di P.C & Kristin Cast (Nord, pagg. 333, euro 16,5, trad. E. Villa). Zoe ha sedici anni, un «patrigno scostante e una sorella maggiore tutta perfettina». Come ogni adolescente, crede che questi siano i problemi più grandi della vita, fino a quando non riceve «il Marchio: una mezzaluna blu tatuata sulla fronte», «la prima tappa per diventare un vampiro». Un vero shock per chi si ricorda le cupe trame che avvolgono la Transilvania raccontata da Stoker, dato che qui gli interrogativi sono decisamente diversi: «Chissà se i vampiri giocavano a scacchi. E chissà se anche tra loro c’erano branchi di sfigati. E le cheerleader vampire sosia di Barbie?».