Ora Draghi è ottimista: "Il Paese può farcela" La Borsa torna positiva

Il governatore di Bankitalia appoggia la manovra e invita a rilanciare con le riforme: &quot;Necessario conseguire il pareggio di bilancio nel 2014&quot; Moody's declassa l'Irlanda. L'ira Ue: <strong><a href="/economia/moodys_taglia_rating_allirlanda_lue_declassamento_incomprensibile/13-07-2011/articolo-id=534761-page=0-comments=1">decisione incomprensibile</a></strong>

Milano - Il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi appoggia la manovra varata in questi giorni, ma invita il governo a "definire in tempi rapidissimi il contenuto delle misure ulteriori volte a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014. A questo soprattutto guardano i mercati". Nel suo intervento all'assemblea dell'Abi, Draghi ha ricordato come il ricorso alla delega fiscale e assistenziale per completare la manovra nel 2013-14, se non si incide anche su altre voci di spesa, "non potrà evitare un aumento delle imposte". E l'effetto Draghi trascina piazza Affari che chiude in deciso rialzo: il Ftse Mib sale dell’1,79% a 18.842 punti. Come ieri, anche alla fine della mattinata di oggi Milano è la migliore tra le principali borse europee, sostenuta dal ritorno di fiducia sui titoli del comparto bancario che, dopo il tonfo di lunedì, cercano di consolidare i guadagni della vigilia. 

Ma il Paese può farcela Bene invece le banche che per soddisfare i criteri di Basilea 3 entro il 2019 devono rafforzarsi di circa 20 miliardi di euro: "Siamo sulla buona strada", rileva Draghi constatando che le esigenze di rafforzamento patrimoniale, a giugno 2010, erano state valutate a circa 40 miliardi. Del resto il governatore della Banca d'Italia è convinto che le banche italiane "si sono preparate per tempo, come avevamo chiesto, agli stress test europei" e "siamo certi che saranno ampiamente al di sopra del limite di riferimento, pari al 5% del core tier 1". Nessuna preoccupazione per i conti pubblici, invece, visto che l'Italia può far leva su "fattori favorevoli" per "superare l'emergenza che oggi minaccia le prospettive dell'economia. Beneficiamo di un indebitamento del settore privato e di un debito netto complessivo del paese verso l'estero entrambi contenuti" Alla correzione degli squilibri di finanza pubblica "si deve però accompagnare un innalzamento del potenziale di crescita della nostra economia, mediante la messa in campo tempestiva di politiche strutturali incisive e credibili".