Ora EasyJet trasloca a Vienna: la mossa per aggirare la Brexit

La compagnia aerea britannica crea una nuova società in Austria per continuare a volare nella Ue indipendentemente dall'esito dei negoziati sulla Brexit

EasyJet fa le valigie e trasloca. La compagnia aerea britannica ha annunciato la creazione di una nuova società in Austria per continuare a volare nell'Unione europea. Una mossa che mira ad aggirare gli effetti (per loro negativi) della Brexit indipendentemente dall'esito dei negoziati ancora in corso. "L'operazione - si legge in un comunicato - permetterà ad EasyJet di creare una nuova compagnia aerea che avrà la propria sede a Vienna e consentirà al vettore di continuare a operare voli tra i vari Paesi europei anche dopo l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea".

Una volta terminati i negoziati sulla Brexit, sarà necessario possedere un certificato di volo (Aoc) in un Paese Ue per poter volare fra gli Stati membri. "Il processo di accreditamento è ormai avanzato e EasyJet spera di ricevere la licenza nel prossimo futuro", dichiara la società che ha sede a Luton, a 30 miglia a nord di Londra, specificando che l'operatività della compagnia non sarà influenzata dalla scelta. Recentamente anche la Lufthansa ha scelto l'Austria per la sua unità low cost Eurowings. Secondo i sindacati si tratterebbe di un modo per aggirare i contratti tedeschi, più onerosi, per il personale. EasyJet ha dichiarato, invece, di aver scelto l'Austria per la sua "rigorosa attuazione delle norme europee sulla sicurezza" e per il fatto che il Paese dovrebbe "essere in grado di gestire un gran numero di aerei per la sua esperienza con altre grandi compagnie aeree".

La mossa di EasyJet creerà numerosi posti di lavoro a Vienna. Tanto che l'Austria ha accolto con favore la decisione della compagnia aerea. "La qualità del Paese - ha dichiarato il cancelliere austriaco, Christian Kern - ha vinto la concorrenza di 27 altri Paesi europei, non con il dumping fiscale, perché ha vinto il migliore, non il più economico". I primi colloqui con l'amministratore delegato di EasyJet, Carolyn McCall, avevano già avuto luogo a ottobre dello scorso anno. La compagnia ha comunicato che registrerà nuovamente 110 aerei per volare sotto il nuovo certificato Aoc entro marzo 2019, quando è attesa la Brexit.

Commenti
Ritratto di MisterDD

MisterDD

Ven, 14/07/2017 - 13:00

Cesso di compagnia aerea. Saranno contenti gli Inglesi.

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lettore57

Ven, 14/07/2017 - 13:24

Quel "pistola" di renzi e del suo governo ombra si provi a chiedere perhce in Austria e non in Italia

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gzorzi

Ven, 14/07/2017 - 13:43

Hanno fatto bene, ed il bello deve ancora venire...

jenab

Ven, 14/07/2017 - 13:48

noi invece creiamo la zone franca di trieste, proprio come i paesi del terzo mondo

alfa2000

Ven, 14/07/2017 - 16:38

tutti creano attrazione per gli altri noi invece li facciamo scappare, anche i nostri

sergio_mig

Ven, 14/07/2017 - 20:25

Nessuna compagnia aerea è disposta a traslocare in Italia , da noi l'aviazione civile è gestita da un sistema mafioso, le cose semplici sono sempre difficili da ottenere a meno che....... Infatti le società aeree falliscono sistematicamente e per ultima l Alitalia, tutto funziona come i governi.

Mannik

Sab, 15/07/2017 - 09:31

Evviva la Brexit si scriveva anche qui, no? Anche diverse banche stanno facendo fagotto...

ItalianoAllEstero

Sab, 15/07/2017 - 10:52

Caro Sergio Rame, diciamolo chiaramente, se la prima compagnia aerea della Gran Bretagna (per numero di passeggeri) è costretta a spostare il 50% degli aeri a Vienna è l’ennesimo punto segnato dall’Unione Europea contro la Gran Bretagna nella negoziazione sulla Brexit. Chiaramente sarebbe stato meglio avere easyjet in Italia, ma anche Vienna non è male considerato che gli Italiani hanno gli stessi diritti degli Austriaci a quei posti di lavoro. Inoltre, l’Agenzia Europea del Farmaco è un boccone molto più appetitoso di easyJet e Gentiloni fa bene a concentrarsi su quell’obiettivo. Se Salvini stesse zitto per 4/5 mesi, potrebbe anche essere che Milano riesca ad ottenere l’Agenzia Europea del Farmaco, il che significa portare in Italia molti più posti di lavoro di easyJet.

cgf

Sab, 15/07/2017 - 12:20

@ItalianoAllEstero diciamocelo chiaramente, lei di diritti di volo e, soprattutto, di sorvolo capisce quanto un astemio riesce a distinguere il barbera dal lambrusco. Poi... meglio in Italia? con i sindacati che ci ritroviamo? A parte che, nonostante siano passati diversi anni, a Luton ancora ricordano bene i disagi che hanno avuto in passato solo perché ebbero la pensata cambiare società di handling in italia. Se errare è umano, è diabolico perseverare, ma correggersi è divino, una volta imparata la lezione.

ItalianoAllEstero

Sab, 15/07/2017 - 13:29

@cgf, può spiegarmi cosa ho detto di errato sui diritti di volo? Onestamente non sono un esperto, ma non li ho nemmeno citati. Le ragioni per cui easyJet si muove sono riportate nell’articolo: “L'operazione permetterà ad EasyJet … di continuare a operare voli tra i vari Paesi europei anche dopo l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea", perché (come sanno tutti) non si può operare voli tra aeroporti dell’Unione Europea senza essere registrati (e avere il certificato per operare quei voli) con uno dei paesi all’interno dell’Unione Europea. La Gran Bretagna sta cercando un’esenzione a questa regole, ma i vertici di easyJet chiaramente non pensano che il governo inglese possa riuscire ad ottenere l’esenzione se sono disposti a pagare 10 milioni di sterline per registrarsi. Riguardo a EasyJet in Italia, il mio punto è che sarebbe stato meglio per l’italia ma difficile per easyJet, il problema non sono solo i sindacati, ma tutto il dirito del lavoro italiano.

Difendiamoci

Mer, 19/07/2017 - 11:19

Ma che volete che venga in Italia con lo stxto e la città di roma che hanno distrutto l'aviazione civile italiana ridotta ai minimi termini. Tanto per fare un raffronto Lufthansa ha 100.000 dipendenti, Alitalia ha 10.000 dipendenti e tutti a roma che non producono un euro di utile ma solo debiti pagati dagli italiani. Gli italiani pagano due volte quando volano con alitalia, il biglietto e le tasse che lo stxto di roma gli sfila per ripianare i debiti di quella "compagnia aerea".