Ora Elvo Zornitta chiede i danni: due milioni e mezzo per le prove truccate

Pordenone Ora Zornitta chiede il conto. I difensori dell’uomo accusato ingiustamente di essere l’Unabomber del Nord-Est hanno indicato la cifra di 2 milioni e mezzo di euro come maxi risarcimento danni nel procedimento veneziano contro il perito Ezio Zernar. Notizia confermata dall’avvocato Maurizio Paniz, che tutela gli interessi del professionista di Azzano Decimo, provincia di Pordenone. «Siamo comunque aperti - ha aggiunto Paniz - alle valutazioni equitative che il pubblico ministero riterrà opportune, nel caso individui le responsabilità di Zernar». Zornitta ha preferito non commentare la notizia, ripetendo solamente «di nutrire sempre grande fiducia nella giustizia italiana». Il processo, che si svolgerà davanti al Giudice monocratico di Venezia, si aprirà il 28 novembre. Già nei mesi scorsi Zornitta aveva espresso pubblicamente tutta la sua rabbia e il rammarico per come fosse finito nell’occhio del ciclone. «La mia vita è cambiata notevolmente: prima i dubbi potevano esserci, adesso non ci sono più. Non mi sento ancora un uomo libero - ha aggiunto -, diciamo che mi sono sempre sentito libero ma con una valanga sopra la testa che poteva cadere da un momento all'altro». E aveva annunciato: «Chiederò di essere indennizzato perché la mia famiglia è stata completamente rovinata da questa vicenda». Un danno ora quantificato in una cifra record.
E così inizia una nuova fase dell’avventura giudiziaria di Elvo Zornitta. Lo scorso novembre l'ingegnere friulano, unico indagato a Trieste per gli attentati di Unabomber, è stato scagionato dopo l’ultima perizia sulla prova principe, un lamierino, che si è dimostrata manomessa ad arte al fine di incastrarlo. Proprio quel rettangolo di lamiera recuperato nel 2004 da un ordigno inesploso, nell’inginocchiatoio della chiesa di Sant'Agnese di Portogruaro, infatti era stato alterato da un taglio eseguito mentre il reperto era nelle mani dei tecnici del Lic (laboratorio indagini criminalistiche) della polizia, a Mestre.
Riflettori dunque accesi sulla Procura di Venezia che, per bocca del procuratore capo Vittorio Borraccetti e della pm Emma Rizzato, continuano a indagare sul conto di Ezio Zernar. Il poliziotto ha chiesto di andare a giudizio immediato, rinunciando all'udienza preliminare. Processo che andrà in scena il prossimo venerdì, con le parti ribaltate e con colui che era stato creduto Unabomber nelle vesti di chi chiede formalmente giustizia.