Ora Famiglia cristiana fa la predica al premier: arroganza a reti unificate

Il settimanale accusa il premier di "arroganza", invita l'Agcom a intervenire e si scaglia contro un "giornalismo tv che si genuflette"

Milano - Famiglia cristiana scende di nuovo in campo e va all’attacco del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. In un’editoriale, il settimanale di Don Sciortino, definisce "arroganza a reti unificate" l'invasione di ieri nei tg del Cavaliere. "Sono state scritte - si legge - due brutte pagine: una da un primo ministro e proprietario di televisioni che si arroga prerogative inaccessibili agli avversari politici; l'altra da un giornalismo tv che non tiene dritta la schiena ma si genuflette". Nell’articolo si ricorda che "esiste una Agcom che dovrebbe fissare le regole della comunicazione e, in caso di irregolarità, punire gli inadempienti". "Ora non è da dubitare che i membri dell'Agcom siano carichi di incombenze private, tanto da dover rinviare una riunione di interesse pubblico. Ma se ritengono di poter attendere mercoledi, tanto vale - si insiste nell’editoriale - posporre a giugno o luglio; tanto i buoi sono già scappati".

Analizzando più nello specifico il comportamento del premier, nell’articolo si sottolinea che viene "da chiedersi piuttosto quale effetto avranno queste esternazioni a reti unificate, non tanto per il loro contenuto quanto per la linea padronale che esprimono. Di nuovo o inatteso, Berlusconi non ha detto nulla. Al più si è maggiormente avvicinato a Bossi per la faccenda della Grande Moschea, degli zingari incombenti e della sinistra inaffidabile. Copione conosciuto".