Ora Ferrante copia le idee di Milly

Ma l’iniziativa era già stato lanciata venti giorni fa dalla cognata di Letizia

Gianandrea Zagato

Propone di trasformare le aree del Demanio in parchi. Applausi del popolo della sinistra, che già aveva convinto di sopravvivere «in una città invivibile». Tutti colpiti dall’idea geniale dell’ex prefetto, forse anche quei consiglieri diessini che passo passo lo seguono per suggerirgli battute e pensieri. Ma, si sa, il diavolo fa le pentole e non i coperchi.
E così, risfogliando le pagine delle cronache politiche milanesi, si scopre che quell’idea brillante di Bruno Ferrante non è farina del suo sacco. Chi è l’autore. Be’, l’ambientalista Milly Moratti che vuole conquistare Palazzo Marino e che, con venti giorni d’anticipo, in un’intervista al Corriere della Sera aveva buttato là quest’opzione: «Mi chiedo perché non utilizziamo le caserme dismesse dal ministero della Difesa» diceva la Verde. Spazi non solo per avere una città più verde ma anche «per costruirvi alloggi per studenti universitari e alloggi popolari». Acquisto, diciamo, «socialmente utile» come già fatto a Orvieto. E che, Ferrante, a corto di idee tenta di rivendere come «roba sua» per recuperare consensi. Non è infatti un mistero che Dario Fo, il suo vero competitor alle primarie dell’Unione, continua nell’opera di disturbo. Anche con l’appoggio di Beppe Grillo: «Fo? Un’alternativa al candidato intercambiabile di destra e di sinistra. Al “candidatopatinatoordinatoligioalpartito“» ma anche «ai grattacieli e ai parcheggi». Messaggio chiaro e inequivocabile: «Fo è una persona onesta e l’onestà deve essere la discriminante per le scelte politiche».
Parole pesanti come pietre per una sinistra in salsa ambrosiana e nazionale con «i suoi equilibri interni di potere ammuffito». Colpo al basso ventre che non ottiene però alcuna replica dal candidato ufficiale dei Ds ormai votato al silenzio, anche alle note velenose firmate dalle colonne de il Riformista, nella speranza che dopo il voto del 29 gennaio finisca d’essere nel mirino anche di ampie frange del centrosinistra. Certo non in quelle dei Carc, l’organizzazione anarchico-insurrezionalista, che stamani presenta il suo candidato sindaco.