Ora la Fiat fa rotta sui 12 euro Ifil ai massimi a Piazza Affari

Per l’Auto si ipotizza un trimestre in utile per 40-60 milioni. Al via la vertenza sull’integrativo

Pierluigi Bonora

da Milano

A una settimana dall’assemblea generale le azioni della Fiat continuano a dare forti segnali di vitalità. Ieri, grazie anche al ritrovato slancio del settore in Europa dopo i dati migliori del previsto comunicati da Renault e Volvo, il titolo torinese è salito a 11,22 euro con un balzo vicino all’1 per cento. Dall’inizio dell’anno il Lingotto è cresciuto in Borsa di oltre il 52 per cento. Bene anche le azioni della galassia Agnelli: Ifil (+4,35% a 5,06 euro) è ai nuovi massimi, mentre Ifi è sulla scia (+2,1% a 19,08 euro).
A mettere il turbo alle due holding, la risposta del mercato all’ingresso degli Agnelli nella Banca Leonardo di Gerardo Braggiotti con il 10% del capitale per 46 milioni di euro. Una mossa (Ifil è il terzo azionista dopo Eurazeo e Cnp) giudicata strategica in vista di un possibile riassetto della catena di controllo a monte della Fiat. Ma a premiare il Lingotto a Piazza Affari è anche l’attesa di un primo trimestre dai cui risultati dovrebbe apparire chiara l’uscita di Fiat Auto dalla crisi.
Gli analisti interpellati ieri dal Giornale si attendono un utile operativo tra 40 e 60 milioni, rispetto ai 21 milioni di attivo con cui l’Auto ha archiviato il 2005 e al «rosso» di 129 milioni dei primi tre mesi di un anno fa. L’amministratore delegato Sergio Marchionne, poi, proprio nei giorni scorsi non ha nascosto la possibilità che il buon momento di Fiat Auto possa portare il management del Lingotto a ritoccare verso l’alto gli obiettivi del 2006. Giorni importanti, infine, anche per i rapporti tra il gruppo e i suoi 80mila dipendenti. Ammonta a circa 1.300 euro, per il periodo 2006-2008, la cifra che i sindacati metalmeccanici chiederanno al Lingotto. Dopo dieci anni si apre oggi la vertenza per il contratto integrativo. L’ultima, senza esito, risale al 2001 quando Fim, Fiom, Uilm e Fismic abbandonarono il tavolo perché la mediazione dell’allora ministro Cesare Salvi non venne ritenuta sufficiente.
La piattaforma messa a punto dai sindacati, che avrà validità biennale, sarà discussa in un’assemblea alla quale parteciperanno delegati di tutti gli stabilimenti.