Ora il Fisco sbarca al Sud: via ai controlli in Puglia

Verifiche nel weekend a Taranto. E dopo il blitz a Milano volano gli incassi: +41% rispetto al sabato precedente

Locali notturni, ristoranti, negozi. Anche al Sud la caccia allo scontrino, scattata prima a Cortina poi a Portofino, Roma e Milano, punta su divertimento e shopping. Così è stato a Taranto, dove la Guardia di Finanza si è riversata per le strade alzando il velo su irregolarità più o meno diffuse. È venuto fuori che su 180 attività controllate ben 76 non avevano rilasciato lo scontrino. Risultato: una pioggia di multe anche piuttosto salate. Intanto, emergono i primi dati sul blitz dell’Agenzia delle Entrate condotto sabato sera a Milano, nella zona della movida, dove sono stati ispezionati 115 esercizi: gli incassi sono cresciuti del 44%, in un caso hanno raggiunto addirittura il 200%. Inoltre in 55 attività sono state rilevate irregolarità sul mancato aggiornamento dei registri. All’operazione hanno partecipato anche ispettori Inps e pattuglie della polizia locale: identificati i proprietari di 358 auto di lusso. Proprio come a Cortina.

L’operazione di Taranto è stata invece condotta dalla Gdf ed è il primo passo dei controlli al Sud annunciati nei giorni scorsi dopo le polemiche su quelli al Nord. Ma a quanto pare tutto il mondo è paese e l’Italia si mostra unita da un capo all’altro quando si tratta di escogitare un sistema per evadere il Fisco. Alla Gdf non è stato particolarmente difficile smascherare i trasgressori: è stato sufficiente appostarsi nei luoghi e agli orari giusti per portare alla luce una situazione non proprio confortante. Tutt’altro.

Ai controlli hanno partecipato 60 militari in diversi quartieri della città. Sono finite nel mirino le vie dello shopping che, nonostante la crisi e la flessione dei consumi certificata dal flop dei saldi invernali, risultavano piuttosto affollate. Gli investigatori, rigorosamente in borghese per non destare sospetti, sono entrati nei negozi e hanno constatato che diversi commercianti non rilasciavano scontrino; stesso discorso nei locali notturni: bar, ristoranti, pub alla moda sono stati passati al setaccio e i risultati sono stati più o meno gli stessi.

Anche perché i gestori speravano evidentemente di dare meno nell’occhio approfittando della confusione delle chiassose serate in riva allo Ionio. Il comportamento però non è sfuggito alle Fiamme gialle. Che ha incrociato i dati relativi al flusso della clientela e ha monitorato le zone più affollate finendo per elaborare un elenco dei furbetti. Che a quanto pare è piuttosto folto.

I controlli sono andati avanti nel fine settimana scorso. I finanzieri hanno bloccato i clienti, verificando se fossero in possesso dello scontrino e accertando orari e merce venduta. E alla fine è stato tracciato un bilancio, che comprende anche alcuni centri della provincia particolarmente frequentati per la presenza di diversi locali notturni. Poi sono scattate le sanzioni: multe fino a 516 euro, oltre a 10 richieste di chiusura per attività in cui sono state riscontrate irregolarità molto gravi. I commercianti tuttavia si difendono, non vogliono sentir parlare di blitz e al contrario danno un’interpretazione tutto sommato ottimistica della situazione. Come dire: la maggior parte rilascia gli scontrini.

Tuttavia l’altra faccia della medaglia è decisamente allarmante. Tanto più che il quadro potrebbe essere ancora più sconfortante in quanto l’impressione è che i controlli siano ancora in una fase iniziale. In queste ore le operazioni anti evasione vanno avanti in ordine sparso anche in altri certi pugliesi. Ieri a Gioia del Colle cinque persone sono risultate evasori totali nel corso di accertamenti della Finanza, che ha scoperto 14 milioni di euro sconosciuti al Fisco: tra i furbetti, nella città delle mozzarelle pugliesi, non poteva mancare un imprenditore lattiero-caseario.

Nello stesso tempo, nel mirino della Gdf sono finiti anche gli studi medici. Gli investigatori stanno monitorando il flusso di pazienti in diverse strutture private di Bari e a Castellana Grotte è stato denunciato un ortopedico, tra l’altro consigliere comunale: per sette anni ha fatto visite, ma non ha mai presentato la dichiarazione dei redditi.