Ora Gazprom punta a nuovi accordi con Edison e Terna

da Milano

La Russia vuole fare passi verso i mercati del gas, dice il ministro russo Viktor Khristenko, preoccupato sulle norme Ue sulla proprietà dei gasdotti. I Paesi consumatori hanno bisogno di avvicinarsi alle fonti di approvvigionamento, afferma il commissario Ue all’Energia, Andris Piebalgs: «Penso che dipendiamo troppo dall’importazione del gas, non solo dalla Russia», ma anche «dall’Algeria, dalla Norvegia e ora dal Qatar». Sulla stessa linea anche l’ad Eni, Paolo Scaroni, che ha sostenuto che «dobbiamo ridurre l’importanza del gas nel nostro mix energetico» puntando su nucleare e rinnovabili «che potranno rappresentare una risorsa inestimabile nel lungo termine» e «senza dimenticare il carbone».
Così i russi sono preoccupati che l’Europa voglia tagliarli fuori dalla possibilità di arrivare ai consumatori, gli europei hanno bisogno di certezze sugli approvvigionamenti. E in questo clima è arrivato ieri uno scambio di messaggi tra l’ad Edison, Umberto Quadrino e il vicepresidente di Gazprom, Alexander Medvedev. «Da tempo c’è una joint venture con Gazprom attraverso Volta. Si potrà sviluppare quando ci sarà gas a disposizione» ha osservato Quadrino. La joint venture Volta nacque alcuni anni fa proprio per sviluppare l’omonimo gasdotto, un progetto che poi non è stato realizzato.
Gazprom è pronta ad aumentare gli accordi di collaborazione con i gruppi italiani, e questo andando oltre gli accordi strategici già firmati con l’Eni, ha risposto Medvedev: «Vogliamo estendere le nostre collaborazioni con altre società italiane e avviare progetti congiunti con Terna, Edison e altri gruppi». E ieri, senza chiasso, Medvedev e Quadrino si sono incontrati a Roma nell’ambito del Convegno mondiale sull’energia. In palio ci sono 6,5 miliardi di metri cubi anni di gas che i russi possono vendere indipendentemente in Italia in seguito agli accordi raggiunti con l’Eni. Di questi, alcuni miliardi andranno certamente alle ex municipalizzate, che stanno diventando l’interlocutore privilegiato di Gazprom, ma una fetta consistente (si parla di due miliardi di metri cubi) potrebbe finire a Foro Buonaparte. Le trattative sarebbero comunque ancora allo stato iniziale ed è presto per fare previsioni. Quanto a Terna, Gazprom la vorrebbe coinvolgere in progetti per la costruzione di una rete di trasmissione di elettricità nei Balcani. Collaborazione a parte, Medvedev ha avvertito che il costo del gas potrebbe salire a 300 dollari per mille metri cubi contro gli attuali 230: colpa dell’aumento dei prezzi petroliferi, a cui è legata la quotazione del gas.
Intanto oggi ad Alghero il vertice italo-algerino darà il via definitivo alla costruzione del gasdotto Galsi, che entro 5 anni collegherà l’Algeria con la Sardegna e la Toscana portando 8 miliardi di metri cubi di gas all’anno.