Ora i Ds vogliono fare blu tutta Genova

Roberto Corsi

L’assessore al Traffico Arcangelo Merella si incontra con le associazioni consumatori e con il comitato della Foce ma non cambia idea su niente. Se mai, Tursi rilancia, con il capogruppo dei Ds Simone Farello che, nell’ondata di entusiasmo del suo partito per la svolta tariffaria dei parcheggi del centro, propone addirittura di estenderli a tutta la città, facendo pagare anche i motociclisti.
Il Comune, insomma, va dritto per la sua strada cercando però, contemporaneamente, di soffocare le proteste più accese della discussione e di portare la polemica sulla «Blu Area» su toni più pacati. I rappresentanti della Foce e dei consumatori, hanno espresso dubbi e perplessità per quasi un’ora, nell’aula consiliare di palazzo Tursi, ma molte di queste, la maggior parte, rimangono senza risposta. De Luca, presidente del comitato della Foce, lamenta, in particolare, l’assoluta esclusione del suo comitato da tutte le decisioni riguardanti la Blu Area nella zona Foce, l’utilizzo di piazzale Kennedy, che potrebbe essere una fondamentale valvola di sfogo del traffico della zona e invece viene lasciato alternativamente ai giostrai del Luna Park o agli zingari che lo occupano abusivamente. Altro problema: i parcheggi per le moto alla Foce. Nei giorni in cui si svolge il mercato, due volte alla settimana, sono troppo pochi. Stesso problema per le macchine. Alla fine si va a sbattere sempre sulla questione più intricata che Merella non riesce a sciogliere: la gente paga per ricevere un servizio non un «Possibile servizio» perchè è solo questo che la Blu Area assicura al cittadino genovese.
E in questa situazione già particolarmente difficile da risolvere, i diesse con Simone Farello lanciano quella che può sembrare l’ennesima provocazione: zone blu in tutta la città. Ad opporsi, soprattutto la Lega Nord: «Proposta assurda - spiega Bruno Ferraccioli - soprattutto dopo il bilancio dei precedenti esperimenti». Sulla stessa lunghezza d’onda Edoardo Rixi: «Chiediamo a Tursi di fare un passo indietro, è ora di tagliare le spese inutili, non continuare con progetti irrealizzabili».
Parlano i numeri: in alcune zone della Foce il rapporto tra posti richiesti e posti realmente messi a disposizione dal comune è di 3:1, lasciando gli automobilisti del posto nella situazione paradossale di pagare una gabella annuale che arriva anche a 300 euro, per la seconda macchina, per poi impazzire per cercare parcheggio e non trovarlo perchè manca matematicamente. Il pagamento dunque, più che costo per un servizio, finisce per rimpinguare le casse dell’Amt della cui gestione dissennata deve pagare il cittadino. Merella ammette, durante la riunione con il comitato della Foce, questo aspetto primario nella scelta di tassare i cittadini per i parcheggi e ammette anche l’assoluta impossibilità di fornire alle moto un adeguato numero di posteggi a pagamento. L’assessore al Traffico è interessato però solo allo scopo ultimo del progetto Blu Area, che ormai a quanto dice è una sua «Missione», cioè quello di limitare l’uso delle macchine e far usare maggiormente alle persone i mezzi pubblici, anche se, come fa notare un difensore dei consumatori, spesso sono già ridotti a dei carri bestiame.
L’altro problema che causa le maggiori polemiche è la politica tariffaria del progetto Blu Area. Alla domanda sul perchè le tariffe dei posteggi a pagamento a Genova sono il triplo di quelle di tutta Italia, Merella risponde che è falso e che in città come Padova, per un servizio equivalente, si viene a spendere anche 30,40 euro al mese contro i 25 annuali (solo per la prima macchina) decisi dal comune di Genova.
Per quanto riguarda il pedaggio a tempo, invece, che ha anch’esso medie molto alte rispetto ad altre città del Nord Italia, l’assessore si difende spiegando che se costasse meno posteggiare a pagamento, il traffico di macchine nel centro non diminuirebbe e lo scopo principale della Blu Area verrebbe perciò tradito. Come dire, non resta che pagare. Ora bisogna solo dirlo agli abitanti di tutti i quartieri genovesi.