Ora i Pensionati si incatenano all’Ulivo

«Governo ladro» avevano scandito, era il 29 dicembre ma non è che piovesse. Loro, i militanti severi del partito pensionati, incatenati davanti alla prefettura avevano mosso accuse precise e urlate con megafono a Romano Prodi, dalle «promesse non mantenute» alle «parole senza fatti» fino alla «rapina ai danni dei pensionati». E insomma fine dell’alleanza con l’Unione, allora era meglio ai tempi della coalizione con la Casa delle Libertà aveva detto l’europaralmentare-fondatore-leader del partito Carlo Fatuzzo. Il quale infatti da un po’ di tempo costruttivamente si confronta con con il centrodestra. Il quale, però, nulla ha ostato alla via che i suoi iscritti genovesi han deciso di intraprendere in vista delle prossime elezioni amministrative: tutti con Marta Vincenzi.
«Valuteremo i programmi di entrambi i candidati» aveva annunciato quel giorno davanti alla prefettura il segretario ligure Giacomo Bertone, prima di lasciare intendere, però, che il centrosinistra avrebbe avuto ben poche chances, che dall’assegnazione delle case popolari a tutto ciò che si poteva fare e non è stato fatto in città per i pensionati presenti e futuri ce n’era abbastanza per aver le tasche piene, o vuote, e insomma «ci sentiamo presi in giro». Questione di potersi ancora fidare o meno, ecco. Epperò poi è bastato incontrare SuperMarta. «Si è impegnata a istituire un assessorato alla terza età, e si è impegnata ad avviare un censimento dell’edilizia residenziale pubblica». Chiaro allora che Enrico Musso invece non si è impegnato. «Ma no, Musso non lo abbiamo incontrato. Ho solo incontrato il coordinatore metropolitano di Forza Italia Roberto Cassinelli». Ecco, allora è colpa di Cassinelli. «Ma no, in realtà non è stato un incontro, l’ho solo visto un attimo di sfuggita in via Venti Settembre».
E la valutazione dei programmi, allora? «Noi i programmi vogliamo scriverli, non leggerli. Siamo stufi di fare gli utili idioti, abbiamo 9mila voti a Genova, 12mila in provincia e 18mila in Liguria». E poi, diciamola tutta, è entrato in gioco il calcolo delle probabilità: «Noi vogliamo entrare nel governo della città». E Vincenzi secondo i pensionati batterà Musso magari anche di un solo voto, ma che sarà quello necessario a diventare sindaco.