Ora i team corrono ai ripari contro gli spioni

nostro inviato a Spa-Francorchamps

C’è lo sport in F1, ormai l’avevamo dimenticato. E sport vuol dire che Hamilton venderà cara la pelle ad Alonso, così come il trionfatore delle Ardenne, Raikkonen, tormenterà fino all’ultimo il rush finale dei due litiganti di casa McLaren. E Massa? Salvo ulteriori ribaltoni, Felipe dovrà presto mettersi il cuore in pace. Però si parla solo di spy story. Hamilton, ad esempio: «Il team non ha fatto nulla di male, per cui, se dovessi vincere il titolo, non sarebbe macchiato come dice Mosley».
Alonso e i soldi ai meccanici - Macchie o meno, prosegue il linciaggio di Alonso. Il campione, al centro delle critiche per aver collaborato con la Fia, non passa giorno senza che venga fucilato su pubblica piazza. La «Bild», ieri: «È un ricattatore, non merita di far parte del team». Germania indignata perché, nota a margine, il motore McLaren si chiama Mercedes. In Inghilterra, il «Daily Mirror» ha invece rivelato: «Alonso ha proposto un bonus di 940 euro a ciascuno dei suoi meccanici ogni volta che finirà davanti ad Hamilton». A parte l’esiguità della cifra, a smontare il sussurro è la prassi: da sempre, il rapporto tra pilota e meccanico viene cementato da segreti cadeau.
Polpostale: alcune posizioni da verificare - «Dopo una semplice indicazione su chi indagare, è partita l’operazione», spiega Sergio Mariotti, capo della Divisione Investigativa della Polizia Postale, che ha portato a galla sms ed email della spy story. «Il lavoro non è concluso... dobbiamo verificare alcune posizioni, ma non ci sono al momento altre persone implicate». Domani la Fia renderà noti i verbali dei processi McLaren. Il team non ha ancora deciso se fare ricorso.
I team corrono ai ripari - I team, ora, hanno paura. «Stiamo iniziando a rivedere le regole interne per evitare che si possano ripetere simili fughe e trafugamenti di dati» ha detto il boss della Bmw F1, Mario Theissen. Anche perché si sta profilando un contenzioso tra McLaren (sempre di mezzo) e Renault. Il presidente Fia, Max Mosley, ha ribadito che Dennis gli consegnerà carte relative alla Renault che potrebbero creare problemi al team francese (a detta di Dennis). «Sono in attesa - ha spiegato Mosley -, però ho già ricevuto dalla Renault un report sulla vicenda e non mi pare ci sia nulla di grave». Fra l’altro, d’accordo con Briatore, Dennis ha mandato nella factory francese dei suoi periti a controllare i pc.