Ora l’Europa deve difendere i cristiani nel mondo

La richiesta è quasi una supplica, un grido disperato dal profondo del cuore. I cristiani in Egitto devono essere difesi. Il cardinal Bagnasco lancia l’appello: «Insieme al Santo Padre Benedetto XVI, siamo attoniti davanti all’intolleranza religiosa e a tanta violenza»: per questo «ci uniamo al Santo Padre nell’insistere perchè la comunità internazionale - a cominciare dall’Europa - faccia sentire una voce forte e una parola chiara», affinchè «il diritto alla libertà religiosa sia osservato ovunque senza eccezioni». È un grido di dolore, e insieme un forte appello, quello lanciato dal cardinale presidente della Cei Angelo Bagnasco di fronte alle persecuzioni e alle violenze di cui sono vittime i cristiani, negli stessi momenti in cui il Papa all’Angelus esprimeva la sua solidarietà e i suoi auguri alle Chiese Orientali che domani celebrano il Natale, comunità - ha detto - «che sono nella prova».
Una vigilia di Natale, questa, caratterizzata dallo spiegamento di misure di sicurezza straordinarie in vari Paesi, dopo la strage di Capodanno che ha colpito la comunità copta ortodossa ad Alessandria d’Egitto, bersaglio peraltro di nuove minacce lanciate da un sito integralista islamico.
Una situazione che, durante la messa dell’Epifania nella cattedrale di San Lorenzo a Genova, città di cui è arcivescovo, ha spinto il card. Bagnasco ad una serie di interrogativi: perchè tanta intolleranza religiosa? Perchè tanta violenza? «Forse perchè si identifica il Cristianesimo con il mondo occidentale? - ha chiesto nell’omelia - E verso di questo esplodono risentimenti di ieri e di oggi?». Oppure, ha aggiunto, «l’intolleranza, a cui sono soggetti i cristiani, è dovuta ad una loro intolleranza religiosa?». Ma, ha risposto, oltre al fatto che di questa intolleranza «nell’insegnamento di Gesù non esiste ombra», «i cristiani, là dove vivono come maggioranza, non sono arroganti verso nessuno, tanto meno intolleranti». Secondo Bagnasco, «partecipano alla vita pubblica nel rispetto delle leggi, propongono i valori fondamentali che stanno alla base dell’umanesimo e di una società libera e giusta».
Il porporato ha fatto «una terza ipotesi»: «forse i cristiani sono discriminati e perseguitati proprio perchè - in nome di Cristo - parlano di dignità e di uguaglianza di ogni persona, uomo o donna che sia? Di libertà di coscienza? Perchè predicano l’ amore anche verso coloro che si pongono come nemici? Perchè parlano di perdono, rifiutano la violenza?». Forse è per questo, ha chiesto, «che qualcuno li giudica pericolosi e inaccettabili, oggetto di intolleranza, meritevoli di persecuzione e di morte?». Per il capo dei vescovi italiani, che ha invitato a pregare anche «per i persecutori, perchè aprano gli occhi alla luce», comunque «la Chiesa non si può fermare, non conosce pausa». Al forte monito all’Europa affinchè faccia sentire la sua voce, ha risposto oggi indirettamente il capo della diplomazia europea, Catherine Ashton. «Una delle ragioni per cui sono venuta a Betlemme è quella di riaffermare la dichiarazione sull’importanza che ognuno possa praticare liberamente la sua fede» .